PARIGI — Dalla plancia della fregata Auvergne, al largo del Finistère, la punta occidentale della Bretagna, Emmanuel Macron ha visto martedì mattina un missile uscire dall’acqua, sopra il sottomarino Le Vigilant, e salire verso l’Atlantico. Il vettore non portava alcuna testata ed è caduto «a diverse centinaia di chilometri da qualsiasi costa». La presenza del presidente l’Eliseo l’ha resa nota a tiro avvenuto.È la prima volta che la Francia lancia da un sottomarino la versione più recente del suo missile balistico strategico, l’M51.3, l’arma che porta le testate nucleari della componente oceanica. Il ministero delle Forze armate ha parlato di un tiro condotto «senza carico utile e nel pieno rispetto degli impegni internazionali», riferisce Reuters. Macron ha affidato il commento a un video su X: «Oggi siamo più forti. Il messaggio è stato inviato, forte e chiaro, là dove deve essere ricevuto».Sempre su X il presidente ha aggiunto una frase che suona da programma: «Per essere liberi bisogna essere temuti. E per essere temuti bisogna essere potenti». Ai militari a bordo ha detto che quello appena vissuto «è un momento molto importante per la nostra credibilità strategica», e che tutto ciò che accade «sarà osservato da vicino dai nostri alleati e dai nostri competitori, e già lo è».Il missile è costruito da ArianeGroup. La gittata ufficiale è classificata; il Bulletin of the Atomic Scientists la stima oltre i 9.500 chilometri, con un carico da quattro a sei testate indipendenti. La versione modernizzata ha volato per la prima volta nel 2023 dal poligono di Biscarrosse, nelle Lande, ed è entrata in servizio nell’ottobre 2025. Quello di oggi è il settimo tiro di un M51 da un sottomarino francese dal 2010, il tredicesimo in assoluto.Non è stato un test a sorpresa nel calendario tecnico. Le Vigilant è appena uscito da una grande revisione durata tre anni e ogni revisione di questo tipo, ha spiegato il ministero, si chiude con un tiro di accettazione: è la condizione per rientrare nella rotazione che tiene sempre almeno uno dei quattro sottomarini francesi in pattuglia. «L’M51.3 assicura la credibilità nel tempo della componente oceanica di fronte all’evoluzione delle difese missilistiche avversarie», è la formula del ministero.Il nome che mancaNel comunicato ufficiale la Russia non compare. Il contesto però lo ha costruito lo stesso Macron. A metà settembre aveva denunciato un salto di qualità nell’«aggressività e nelle minacce russe» verso i Paesi europei, dopo una serie di attacchi ibridi attribuiti a Mosca, e aveva promesso che non sarebbero rimasti «senza risposta». Il destinatario non nominato dal comunicato è lo stesso di quei discorsi.A marzo il presidente aveva annunciato l’ampliamento dell’arsenale e un’iniziativa verso gli alleati: esercitazioni congiunte, possibili dispiegamenti brevi di mezzi a capacità nucleare su territorio alleato, consultazioni più strette. La Francia è l’unico Stato nucleare dell’Unione europea e Macron ha proposto quest’anno ai partner di associarsi a una deterrenza «avanzata», un progetto che per ora resta senza dettagli definiti.Il tiro arriva a pochi giorni dall’avvertimento del presidente russo Vladimir Putin all’Occidente: non alzare la tensione sull’Ucraina minacciando Kaliningrad, l’enclave russa incuneata tra Polonia e Lituania, che Mosca ha detto di essere pronta a difendere con armi nucleari se necessario. Putin ha anche assicurato che la Russia non ha alcun piano di attacco contro Paesi europei e vuole coesistere pacificamente; la Nato ha replicato che nessuna delle sue «esercitazioni o attività costituisce una minaccia per il territorio della Federazione Russa». Il Cremlino non ha commentato il lancio francese.Parigi spende circa 5,6 miliardi di euro l’anno per la forza nucleare, 290 testate tra aerei e sottomarini, il quarto arsenale al mondo, molto lontano dalle oltre 5.000 testate ciascuno di Russia e Stati Uniti. La modernizzazione in corso prevede una nuova generazione di sottomarini e un futuro Rafale armato con un missile da crociera nucleare ipersonico.Superata la prova, Le Vigilant rientra nella rotazione dei quattro battelli. Da qualche parte nell’Atlantico, in questo momento, uno di loro è in pattuglia con le testate che oggi il missile non portava.