Il capitano portoghese ha pubblicato una lunga lettera per spiegare quanto accaduto con il CT e con la Federazione: apertura al ritorno in Nazionale dopo la squalifica e scuse ai compagniCristiano Ronaldo non ha intenzione di ritirarsi dal calcio internazionale. Dopo giorni di tensione attorno al suo addio al ritiro del Portogallo, la stella portoghese ha deciso di rompere il silenzio attraverso una lunga lettera pubblica, nella quale ha ricostruito nei dettagli quanto accaduto con il commissario tecnico Jorge Jesus e con la Federazione portoghese.Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondoIl messaggio più importante riguarda il futuro: CR7 resta disponibile per la Nazionale, a partire dalla prossima finestra internazionale di novembre, una volta chiarita la sua posizione e dopo l’eventuale sanzione per aver lasciato il ritiro.Cristiano Ronaldo e il futuro col Portogallo: nessun addio alla NazionaleNel suo comunicato, Cristiano Ronaldo ha spiegato di voler continuare a sentirsi parte del progetto portoghese, a condizione di stare bene fisicamente e di poter ancora competere ad alto livello. Il capitano ha chiarito di non pensare a una semplice passerella d’addio, ma di voler restare a disposizione per vincere.IL FUTURO IN NAZIONALE – «Se sarò in forma, giocherò per il mio club e, si spera, segnerò gol. Dopo aver scontato la mia squalifica, sarò disponibile, come lo sono sempre stato, per competere e vincere con la nostra Nazionale. Questa è, credetemi, la pura verità».Parole che riaprono in modo netto alla possibilità di rivedere Ronaldo con la maglia del Portogallo, nonostante la frattura con Jorge Jesus e la gestione complicata dell’ultimo ritiro.Cristiano Ronaldo-Jorge Jesus, il piano concordato e la rottura della fiduciaAl centro del caso c’è il rapporto tra Cristiano Ronaldo e Jorge Jesus. Nel comunicato, il portoghese ha spiegato che prima del ritiro sarebbe stato concordato un piano preciso sul suo utilizzo, con una gestione mirata delle presenze e dei minuti. Secondo il racconto di CR7, la situazione sarebbe cambiata nel giorno della partita in Norvegia, quando il CT gli avrebbe chiesto disponibilità per giocare 30 minuti.IL PIANO CON JORGE JESUS – «Quel giorno l’allenatore mi ha detto che contava su di me e che la mia presenza era fondamentale per il suo progetto. Mi ha presentato, proprio lì, un piano per la mia partecipazione. Mi ha detto che avrei giocato la prima partita e l’ultima, e che per ragioni di gestione fisica avrebbe sempre effettuato tre o quattro cambi per partita».La tensione sarebbe nata dopo il riscaldamento, quando Ronaldo non è poi entrato in campo nonostante, secondo la sua versione, gli fosse stato comunicato il contrario.LA ROTTURA DELLA FIDUCIA – «Il resto lo sanno tutti. Mi sono riscaldato dall’intervallo, ho visto passare i minuti e non sono stato chiamato. L’allenatore aveva mancato alla parola data nei miei confronti».Cristiano Ronaldo si scusa con tifosi e compagniNel lungo comunicato, Cristiano Ronaldo ha riconosciuto anche le proprie responsabilità. Il capitano portoghese ha ammesso l’errore di non aver salutato i tifosi dopo la partita e soprattutto di aver lasciato il ritiro, pur ribadendo la propria delusione per quanto accaduto con il CT.LE SCUSE AI TIFOSI – «Non sono andato a salutare i tifosi. Una mancanza che è soltanto mia responsabilità e che non sarebbe dovuta accadere. Chiedo scusa ai portoghesi che ci hanno sostenuto con grande intensità lì, chiedo scusa ai tifosi e chiedo scusa a chi, pur non essendo portoghese, può aver viaggiato fin lì per vedermi e che potrei aver deluso».LE SCUSE AI COMPAGNI – «Devo anche delle scuse ai miei compagni per aver abbandonato il ritiro. Nonostante la totale violazione della fiducia riposta nella parola dell’allenatore, non avrei dovuto farlo. La responsabilità è esclusivamente mia».Il riferimento alla responsabilità personale è uno dei passaggi più forti della lettera. Ronaldo ha spiegato di accettare che il suo comportamento venga valutato e punito dalla Federazione portoghese, sottolineando però che la rottura della parola data ha avuto per lui un peso decisivo.Cristiano Ronaldo e l’idea dell’addio: «Voglio competere»Il capitano del Portogallo ha poi respinto l’idea di pensare solo a una partita d’addio. Per CR7, la Nazionale resta un luogo di competizione, non soltanto di celebrazione. Un concetto rafforzato dal ricordo della morte del padre, vissuta proprio durante un ritiro con la selezione portoghese.IL SENSO DELLA NAZIONALE – «Ma quando penso alla Nazionale, ciò a cui penso davvero è competere. È quello che ho pensato il giorno in cui mi è stata data la notizia della morte di mio padre».LA PROMESSA AI TIFOSI – «Posso promettere a tutti i miei tifosi, naturalmente e soprattutto a tutto il popolo portoghese, che avremo una o più partite d’addio; ci sarà tempo per questo».Il messaggio finale è quindi chiaro: Cristiano Ronaldo non chiude la porta al Portogallo, anzi. Dopo il caso con Jorge Jesus, il capitano chiede verità, rispetto degli accordi e chiarezza nei rapporti. Ma, sul piano sportivo, la sua volontà resta la stessa: tornare disponibile, competere e provare ancora a vincere con la Nazionale.