Dopo sei mesi e innumerevoli proroghe e sforbiciate si esaurisce il taglio delle accise e, in automatico, sale il prezzo del diesel: l’ultimo rinnovo dello sconto scadeva alla mezzanotte del 5 ottobre, ma non c’è traccia dell’atteso decreto di attivazione del meccanismo delle accise mobili, che consente di tagliare il prezzo attraverso l’aumento del gettito Iva che lo Stato incassa per l’aumento dei carburanti.Di conseguenza anche i distributori che hanno applicato il price cap adeguano i prezzi al rialzo. All’Eni il prezzo sala a 2,25 euro al litro, rispetto al price cap a 2,19 che teneva conto dello sconto fiscale. Per ora il rialzo sui prezzi medi è minimo ma riaccende la protesta delle associazioni di consumatori. E nel governo è in corso una riflessione.Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Foto Mauro Scrobogna/LaPresse) Il governo valuta una nuova strategiaSia la premier Giorgia Meloni che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sono di principio contrari a prorogare all’infinito il taglio delle accise, perché viene ritenuto un intervento costoso (2,5 miliardi) e poco efficace. Da qui il cambio di strategia annunciato nelle scorse settimana, con il taglio del bollo sulle auto medie e piccole per l’anno prossimo e poi la moral suasion nei confronti delle compagnie, prima l’Eni, poi Ip e Q8. Ma diverse dichiarazioni di esponenti della maggioranza, nei giorni scorsi, avevano prefigurato una nuovo proroga con l’attivazione delle accise mobili. Ora l’esecutivo si tenta di buttare acqua sul fuoco, lasciando aperta la porta a un nuovo possibile intervento in secondo battuta.Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, a chi gli chiedeva se l’idea delle accise mobili fosse tramontata, spiega: “Ci stiamo ragionando, non c’è una decisione presa. Ci stiamo lavorando”. Sulla stessa linea di prudenza il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il quale ricorda che per far scattare lo strumento occorre un decreto interministeriale Mase-Mef: “Alla fine abbiamo ritenuto così. Non ho firmato niente”, si limita a dire.Consumatori in allarmeLe associazioni dei consumatori lanciano l’allarme. Il Codacons sottolinea l’inversione di tendenza sul prezzo medio del gasolio, evidenziando che l’aumento vanifica gli sforzi della moral suasion. L’Unione Nazionale Consumatori parla di “promessa tradita” rispetto a quanto annunciato a metà settembre sulla sterilizzazione degli aumenti. Secondo l’Adusbef, lo stop al taglio fiscale comporterà un extra-costo di 3,05 euro a pieno (su 50 litri) per automobilisti e autotrasportatori, ma grazie all’addio allo sconto fiscale si registreranno maggiori entrare “da circa 220 milioni di euro da qui a fine anno.Giuseppe Conte (Foto Mauro Scrobogna/LaPresse)L’opposizione: “Gioco delle tre carte”Si riapre lo scontro con l’opposizione. Il leader M5s Giuseppe Conte ironizza sul fatto che “il tetto al prezzo del gasolio è durato quanto un gatto in tangenziale”. Il Partito Democratico accusa l’esecutivo di un “gioco delle tre carte” sulla pelle dei cittadini. Le associazioni di categoria delle imprese dell’autotrasporto Anita, Cna/Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna Casartigiani, Confcooperative sollecitano un incontro urgente con il governo per affrontare le questioni strutturali.Questo articolo Carburanti, scade taglio accise e prezzo diesel risale: governo apre a riflessione proviene da LaPresse