Stefanelli (Savio): “Aderenza alle cure ‘chiave’ per longevità in salute”

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Siamo il secondo Paese più vecchio al mondo: oltre il 24% della popolazione ha più di 65 anni e si stima che i malati cronici supereranno i 28 milioni nei prossimi anni. La vera sfida adesso non è più solo aggiungere anni alla vita, bensì vita agli anni”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è l’avvocato civilista e corporate Monica Stefanelli, membro del board del Gruppo Savio e figlia del fondatore Emilio, inserita fra le 100 donne di successo del 2026 da Forbes Italia. “Il nostro gruppo si occupa fin dal 1981 di patologie croniche e i farmaci hanno fatto molto sul fronte della longevità, ma l’efficacia di qualsiasi cura crolla senza l’aderenza terapeutica”, sottolinea Stefanelli. “Un problema che si complica in caso di comorbidità, quando i pazienti più complessi assumono anche dieci o più farmaci al giorno”. Ma come implementare questo aspetto? “Prima di tutto seguendo la terapia secondo le esatte prescrizioni mediche, ma anche la prevenzione primaria e l’adozione di stili di vita sani giocano un ruolo cruciale”, prosegue l’avvocato, ricordando l’impegno in questa direzione del gruppo di famiglia.“Storicamente il Gruppo Savio combatte la mancata aderenza terapeutica attraverso l’innovazione incrementale e il supporto delle rete sanitaria sul territorio tramite due linee di informazione scientifica (Savio Pharma Italia e Farmaceutici Caber). Ad esempio, più di 10 anni fa abbiamo lanciato sul mercato italiano la prima Metformina a lento rilascio che ha ridotto gli effetti collaterali gastrointestinali del farmaco tradizionale per i pazienti con diabete di tipo 2. Ma lavoriamo anche sulle confezioni, migliorandole per coadiuvare il paziente nell’assunzione quotidiana”.Quando la farmaceutica è una passione di famigliaLa storia di Monica Stefanelli nel Gruppo Savio è quella di una scelta di campo. Lasciata dieci anni fa una avviata carriera forense a Pisa – città in cui tuttora risiede e opera all’interno di una delle sedi del Gruppo –  ha deciso di entrare nella cabina di regia dell’azienda di famiglia, affiancando gradualmente il padre nelle decisioni strategiche e diventando anche il volto del Gruppo ai tavoli istituzionali di Farmindustria.L’avvocato, dopo una profonda riorganizzazione societaria e la creazione di un ufficio legale centralizzato, ha firmato il rebranding strategico che ha unificato sotto un’unica cultura aziendale le tre società del Gruppo (IBN Savio, Savio Industrial e Farmaceutici Caber). “Quando un’azienda cresce troppo velocemente, succede che ad un certo punto le persone non si conoscono più. Abbiamo quindi riunito tutte le anime societarie e le diverse sedi sotto il nome Savio, in omaggio alla prima realtà produttiva acquisita da mio padre a metà degli anni ’80. La vera sfida, tuttora in corso, non è tanto uniformare, ma rendere ogni persona parte di una squadra coesa, valorizzando le diversità per far crescere l’azienda”.Macchinari all’interno del sito produttivo. Foto: Gruppo SavioTalenti femminili nel pharma Nel frattempo la farmaceutica è evoluta. “Meno di 10 anni fa – ricorda – mi sono affacciata nella giunta di Farmindustria ed eravamo due donne. Oggi non le conto più: la situazione ai vertici della farmaceutica è molto cambiata e il soffitto di cristallo si è incrinato e poi rotto. Il nostro comparto è un modello di avanguardia per la parità di genere, supportata da un sistema di welfare aziendali tra i più tutelanti in Italia. Non a caso la media è di 1,7 figli per donna contro 1,1 degli altri settori. Ma c’è di più: la farmaceutica è legata alla cura della persona, un ambito che beneficia enormemente della sensibilità e visione femminile, dunque sono convinta che oggi offra opportunità di carriera concrete e stimolanti per una donna.” “Nelle due sedi di Pomezia e Pisa la presenza femminile supera il 50% – continua – Ci tengo a dire che non sono ‘quote rosa’ ma percentuali di merito, basate unicamente sul valore delle persone”.Le iniziative del Gruppo Savio per ‘migliorare la salute delle persone’ Al timone della Direzione Comunicazione e Responsabilità Sociale, Stefanelli ha strutturato un piano d’azione per restituire valore al territorio e alle persone. “Promuoviamo numerose iniziative dedicate ai giovani talenti anche in sinergia con Farmindustria”, ricorda Stefanelli che sta spingendo l’azienda verso un approccio più olistico alla salute.E qui torniamo all’aderenza terapeutica. “Sono una sportiva e credo profondamente nei benefici del movimento. La scienza ci dice che l’associazione fra cure farmacologiche e il mantenimento di un corpo attivo innalza la percentuale di riuscita della terapia fino al 30-40%. Per questo è nato il progetto ‘Insieme possiamo migliorare la salute delle persone’: un network di iniziative ed eventi sportivi per i dipendenti delle nostre quattro sedi. Promuovendo uno stile di vita sano e attivo i nostri collaboratori fanno squadra, migliorano il proprio benessere e diventano i primi e più autentici ambasciatori di un messaggio chiaro: la salute non si cura solo con il farmaco ma si costruisce ogni giorno attraverso lo sport, la prevenzione e la consapevolezza”.“L’ultimo appuntamento”, racconta, “è un torneo di padel che si svolgerà al Club La Torre Padel Pisa e vedrà sfidarsi i dipendenti del Gruppo e quelli dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana. Rivali in campo, ma alleati per diffondere la cultura della prevenzione”.I numeri del Gruppo SavioIl Gruppo Savio è una delle Fab 13, le storiche imprese della farmaceutica a capitale italiano, campionesse in export e occupazione. Forte di quattro sedi (Pomezia, Pisa, Pavia e Ronco Scrivia), oggi vanta numeri importanti. Nell’ultimo decennio (2016-2025) il fatturato del Gruppo è passato da 75 a 110 mln di euro, un sonoro +46% nonostante le tante crisi che si sono succedute. “Superata la pandemia, dal 2021 l’azienda ha ripreso una marcia regolare e costante, che si è tradotta in occupazione stabile. In dieci anni la forza lavoro complessiva è arrivata a circa 500 tra collaboratori e dipendenti con un incremento del 47% dei contratti a tempo indeterminato a dimostrazione del nostro impegno verso le persone” racconta ancora Stefanelli.Stabilimento Gruppo SavioPavia hub strategico A Pavia c’è il cuore produttivo e tecnologico del Gruppo: lo stabilimento di Savio Industrial ospita anche i laboratori strategici di R&S. L’acquisizione nel 2015 da una multinazionale proprio mentre il sito era in fase di dismissione, ha segnato una svolta per la struttura, anche grazie a un piano di investimenti massicci che ha trasformato lo stabilimento di Pavia in un polo all’avanguardia, raddoppiandone il personale e triplicandone la produzione. “Grazie a questa visione, la capacità massima dei moduli produttivi dello stabilimento pavese è più che raddoppiata in quattro anni, passando dalle 600 tonnellate del 2021 ad una traiettoria già tracciata che punta a 1.850 tonnellate entro il 2028”, fa sapere l’avvocato.Oggi gli stabilimenti, specializzati nella realizzazione di farmaci liquidi e solidi orali e dispositivi medici, registrano un volume di 35 milioni di confezioni all’anno, con un trend in rapida crescita verso l’ambizioso obiettivo di 1,5 miliardi di compresse. Il 50% della produzione Savio è destinato alla cura dei pazienti cronici in Italia, mentre il resto è indirizzato ai mercati di tutto il mondo. Guardando al futuro, Stefanelli non cela un cauto ottimismo: “Stiamo andando avanti in maniera solida e spedita: per il 2027 ci stiamo concentrando molto sul rafforzare gli asset esistenti e sull’internazionalizzazione, attraverso la valutazione di acquisizioni mirate e lo sviluppo di nuove partnership globali. Resta fondamentale l’attenzione al settore da parte del governo, che in questi anni c’è stata ma che deve continuare. La maggior parte dei pazienti affetti da patologie croniche viene curata con medicinali prodotti ormai con margini ridotti al minimo. Per consentire alle realtà medio-grandi come la nostra di continuare a crescere e investire è indispensabile adottare una visione industriale di lungo termine: snellire la burocrazia, incentivare gli investimenti e valorizzare la cura in termini di costi evitati, superando logiche orientate al mero ribasso dei prezzi, che generano solo risparmi apparenti e pesanti ricadute per la collettività”, conclude.Monica Stefanelli, membro del board del Gruppo Savio © foto Nicola Ughi – #sediarossa®Questo articolo Stefanelli (Savio): “Aderenza alle cure ‘chiave’ per longevità in salute” proviene da LaPresse