“Per quanto le cose possano essere difficili politicamente in Europa, ho più speranza che qui ci siano canali adeguati per rappresentare gli interessi delle persone di fronte a queste aziende americane di quanta ne abbia nel governo federale americano”. Lo ha detto a LaPresse la storica statunitense Jill Lepore, vincitrice del Premio Pulitzer 2026 per la Storia, a margine della conferenza stampa di presentazione della Fiera del libro di Francoforte, parlando della regolamentazione dell’intelligenza artificiale e del ruolo dell’Unione europea. Lepore ha riconosciuto che anche in Europa “è vero” che si assiste alla crescita di partiti nazionalisti e a pressioni sulla libertà di stampa. Un fenomeno che, secondo la storica, “non è estraneo ai cambiamenti tecnologici degli ultimi 30 o 40 anni, che hanno aggravato la polarizzazione, portato a una diminuzione della fiducia nel governo e nelle altre istituzioni e contribuito all’ascesa del populismo di destra”. “Forse è fuori luogo che io riponga le mie speranze nell’Ue”, ha aggiunto Lepore, contrapponendo tuttavia l’approccio europeo a quello degli Stati Uniti. “Questo dimostra quanto ci siamo allontanati persino dal significato di una Costituzione”, ha affermato. Una Costituzione, ha sottolineato Lepore, “viene redatta da delegati del popolo democraticamente eletti per definire la legge fondamentale e poi viene restituita al popolo perché la ratifichi o la respinga”. “Le cose negli Stati Uniti sono arrivate a un punto tale che possiamo parlare di una qualsiasi chiacchierata del presidente con un gruppo di uomini ricchi e chiamarla Costituzione”, ha aggiunto. Interpellata sulle indiscrezioni secondo cui la moglie di Jeff Bezos, Lauren Sanchez Bezos, vedrebbe con favore una possibile futura candidatura alla Casa Bianca del fondatore di Amazon, Lepore ha risposto ironicamente: “Oh, fantastico”. E ha ricordato che “Mark Zuckerberg diceva che si sarebbe candidato. Ora Sam Altman dice che un presidente Ai sarebbe migliore di un presidente umano. Forse dovremmo tenere gli occhi puntati su questo”. Guardando invece a come l’attuale fase di sviluppo dell’intelligenza artificiale potrebbe essere giudicata tra 50 anni, Lepore ha richiamato il tentativo del consiglio di amministrazione di OpenAI di estromettere Sam Altman perché ritenuto “inaffidabile” e “spericolato”: “Penso che potremmo guardare indietro al lancio di ChatGPT del 2022 come a qualcosa che è andato ben oltre la spericolatezza”, ha affermato. “Non significa che non dovremmo avere a disposizione i grandi modelli linguistici, ma penso che il ritmo e la natura di quel lancio appariranno estremamente discutibili con il senno di poi”, ha concluso Lepore.Questo articolo AI, Premio Pulitzer Lepore: “Più fiducia in Ue che Usa per regolamentare Big Tech” proviene da LaPresse