Caraibi, gli Usa colpiscono un altro barchino e uccidono 4 persone: oltre 235 vittime in 13 mesi

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MIAMI — Nove secondi di video in bianco e nero: un barchino che corre sull’acqua, poi il lampo, il fumo, le fiamme. Con queste immagini il Comando Sud delle forze armate statunitensi, che ha sede a Miami, ha annunciato nella notte tra domenica e lunedì (l’alba in Italia) un nuovo attacco nel Mar dei Caraibi contro un «go-fast vessel», un motoscafo veloce da contrabbando. Quattro i morti.La campagna è cominciata il 2 settembre 2025 e conta ormai una settantina di attacchi, con un bilancio che secondo il conteggio dell’Associated Press supera i 235 morti in tredici mesi. Quello di domenica è il primo da quando un relatore speciale delle Nazioni Unite ha scritto che questi raid possono costituire un crimine contro l’umanità.Il comunicato, diffuso su X, dice che la Task Force congiunta per l’emisfero occidentale ha condotto «un attacco letale e cinetico» contro un’imbarcazione «che operava lungo rotte consolidate del narcotraffico», e che «informazioni d’intelligence confermate» ne attestavano «il coinvolgimento attivo» nel traffico di droga. I quattro uccisi sono definiti «narcoterroristi». Non c’è altro.Mancano l’orario e le coordinate dell’attacco, lo Stato di bandiera del natante, la nazionalità delle vittime, la quantità e il tipo di stupefacente a bordo, le armi eventualmente trovate. Nessuna prova del carico, osserva l’Associated Press, è stata mostrata. Il Comando Sud non risponde alle domande sui dettagli. È lo schema di tutti i comunicati dall’inizio dell’operazione «Southern Spear», la lancia del Sud: una frase, un numero di morti, un filmato di pochi secondi.La Casa Bianca difende la linea. Il presidente Donald Trump sostiene che gli Stati Uniti sono in «conflitto armato» con i cartelli latinoamericani e che gli attacchi servono a fermare il flusso di droga e le morti per overdose in America. È la cornice giuridica con cui l’amministrazione ha evitato di chiedere al Congresso un’autorizzazione all’uso della forza; il Senato a maggioranza repubblicana ha respinto due volte, nel 2025, risoluzioni che avrebbero limitato i poteri di guerra del presidente su questi raid.La nota dell’OnuIl 20 settembre Ben Saul, relatore speciale indipendente delle Nazioni Unite per l’antiterrorismo e i diritti umani, ha messo per iscritto che esistono «fondati motivi per ritenere» che gli attacchi configurino il crimine contro l’umanità di omicidio secondo il diritto internazionale consuetudinario, e che equivalgano a «esecuzioni extragiudiziali seriali, in violazione del diritto alla vita». A quest’ora nessun governo della regione ha reagito al raid di domenica.Sulla campagna pesa ancora il primo attacco, quello del 2 settembre 2025, undici morti. Il Washington Post rivelò che un secondo colpo fu sparato sui naufraghi del primo. Le commissioni Forze armate di Camera e Senato hanno aperto indagini; il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha rifiutato di mostrare il video integrale ai parlamentari, classificandolo «top secret», e l’amministrazione ha indicato nell’ammiraglio Frank Bradley l’autore dell’ordine. «L’amministrazione si è presentata a quel briefing a mani vuote», ha detto il capogruppo democratico al Senato Chuck Schumer.L’identità delle vittime è il punto più contestato. Dopo un raid del settembre 2025 il presidente colombiano Gustavo Petro accusò Washington di avere «invaso il nostro territorio nazionale, sparato un missile per uccidere un umile pescatore», riferendosi a una delle vittime, un uomo di nome Carranza.Da allora la geografia della campagna è cambiata. Il 3 gennaio forze statunitensi hanno catturato Nicolás Maduro e lo hanno portato a New York, dove è imputato di narcoterrorismo; a Caracas governa un esecutivo post-Maduro con cui Washington ha condotto in giugno l’operazione che ha ucciso Niño Guerrero, capo della banda Tren de Aragua. I barchini continuano però a essere colpiti senza che se ne dica la provenienza, e il raid di domenica mostra che né la nota dell’Onu né le inchieste del Congresso hanno cambiato il ritmo e il formato dell’operazione.«L’operazione ha ucciso quattro narcoterroristi», chiude il comunicato del Comando Sud.