AGI - Pedro Sánchez rimette sul tavolo i decreti sulla casa bocciati dal Congresso e porta l'emergenza abitativa al centro della campagna elettorale. A ventiquattr'ore dalla convocazione delle elezioni del 29 novembre, il governo spagnolo approva nuovamente i due provvedimenti, con alcune modifiche, e punta a ottenere nella Deputazione permanente il via libera negato quattro giorni fa dall'aula. Il premier promette un intervento "molto più deciso" sul mercato immobiliare dopo il voto e assicura che, nonostante la fine anticipata della legislatura, l'esecutivo "non getta la spugna e non abbandona le persone".La casa diventa così terreno di scontro tra governo e opposizioni, ma anche di competizione a sinistra. Sumar rivendica di aver spinto i socialisti ad accogliere le richieste della piazza e rilancia gli affitti a tempo indeterminato; Podemos accusa Sánchez di sfruttare le mobilitazioni per fini elettorali; PP e Vox denunciano un'operazione di propaganda e contestano la scelta di sottoporre i testi alla Deputazione permanente, l'organismo che garantisce la continuità dell'attività parlamentare.I dettagli del pacchetto casa e l'appoggio del PNV sul primo decretoNella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, Sánchez difende i nuovi decreti come un insieme di misure di "buonsenso", arricchito da "integrazioni molto positive". I testi conservano l'essenza di quelli respinti e raccolgono 21 interventi per facilitare l'accesso agli affitti e all'acquisto, ampliare l'offerta di edilizia agevolata, contrastare la speculazione, dare stabilità a piccoli proprietari e inquilini e proteggere le persone più vulnerabili dagli sfratti. Questa volta il provvedimento principale sembra avere i numeri per superare il passaggio parlamentare. Il Partito Nazionalista Basco, PNV, annuncia il proprio sostegno "per responsabilità e coerenza", offrendo al governo la maggioranza necessaria alla conversione. Il testo entrerà in vigore domani con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale dello Stato.Finanziamenti, limiti agli affitti e la tutela degli inquiliniResta invece in salita la strada del secondo decreto, che prevede il rinnovo automatico dei contratti di locazione. Il PNV conferma la propria contrarietà: per la portavoce Maribel Vaquero si tratta di "un attacco al piccolo proprietario", destinato a risultare "controproducente" rispetto all'obiettivo dichiarato. Sánchez precisa che questo provvedimento entrerà in vigore soltanto se la Deputazione permanente lo approverà. Sul piano economico, il pacchetto mobilita 10 miliardi di euro attraverso l'Istituto di Credito Ufficiale, con prestiti fino a 50 mila euro per l'acquisto della prima abitazione. Altri 280 milioni di garanzie sono destinati a favorire l'industrializzazione del settore delle costruzioni e 400 milioni a sostenere gli operatori dell'edilizia sociale. È inoltre prevista l'acquisizione, da parte di Casa 47, di migliaia di immobili della previdenza sociale.Tra le misure richiamate dal premier figurano le detrazioni sull'imposta sul reddito per gli inquilini, la proroga biennale dei contratti di affitto per chi è in regola con i pagamenti, i limiti agli aumenti dei canoni e agli acquisti da parte dei cosiddetti "fondi avvoltoio". Il governo interviene anche sugli affitti stagionali e delle stanze, lega i benefici fiscali delle società di investimento immobiliare all'offerta di locazioni a prezzi accessibili e prevede l'applicazione dell'IVA agli appartamenti turistici.Una delle modifiche rispetto ai testi bocciati riguarda il divieto di acquisti speculativi di abitazioni, esteso fino al 2030, due anni in più rispetto alla versione precedente. Restano previste eccezioni quando gli immobili sono destinati ad alloggi sociali o a prezzi accessibili. Sánchez riconosce tuttavia che gli interventi, "da soli, non risolveranno" il problema. Per questo chiede di rafforzare l'azione pubblica su un mercato che, a suo giudizio, "chiaramente non funziona" e promette di "continuare a costruire centinaia di migliaia di abitazioni in più, soprattutto pubbliche e accessibili". Il messaggio elettorale passa anche dal richiamo a Maricarmen, l'87enne sfrattata a Madrid il cui caso ha innescato un'ondata di proteste in numerose città e dato il nome ai decreti. "Non permetteremo altri sfratti come quello subito da Maricarmen o come quelli avvenuti dopo la decadenza dei decreti: né nel periodo che resta della legislatura, né, spero, nella prossima, se ci daranno una maggioranza più netta", afferma il presidente del governo e candidato del PSOE.Il dibattito a sinistra: le posizioni di Sumar e PodemosDentro la coalizione, Sumar rivendica un ruolo determinante nell'approvazione delle misure. La ministra della Sanità, Mónica García, sostiene che la formazione abbia "spinto fino al Consiglio dei ministri le mobilitazioni" della piazza, superando "certe resistenze" del PSOE che, avverte, "restano". García indica negli affitti a tempo indeterminato una "misura strutturale" di cui Sumar farà una bandiera elettorale, con l'obiettivo di ottenerne l'approvazione quanto prima. Più dura la posizione di Podemos. La segretaria generale Ione Belarra accusa i socialisti di voler utilizzare le proteste "in modo partitico" per convocare le elezioni, anziché accompagnarle con "politiche coraggiose". Invita inoltre a partecipare allo sciopero generale per la casa, descritto come una nuova tappa di una mobilitazione storica per porre fine al modello della speculazione, sostenuto, a suo giudizio, tanto dal PP quanto dal PSOE.Le reazioni delle opposizioni, delle regioni e del settore immobiliareSul fronte dell'opposizione, la portavoce parlamentare popolare Ester Muñoz definisce la nuova approvazione dei decreti "un atto di propaganda di Pedro Sánchez". La presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, annuncia che esaminerà i testi "attentamente" e, se saranno convertiti, utilizzerà contro di essi "tutti gli strumenti giuridici" a sua disposizione. Vox contesta soprattutto il passaggio nella Deputazione permanente. La portavoce al Congresso, Pepa Millán, lo definisce un'ulteriore prova di arroganza del potere da parte di Sánchez e afferma che il partito valuterà se ricorrere ai tribunali, sostenendo che la maggioranza nell'organismo "non è puramente rappresentativa".Anche il presidente della confederazione degli imprenditori CEOE, Antonio Garamendi, critica da Helsinki la ricerca di una sede diversa per approvare provvedimenti già respinti dall'aula. Le associazioni immobiliari attaccano infine il metodo e il contenuto dell'iniziativa. La federazione nazionale FADEI sostiene che la politica abitativa "non può dipendere da norme improvvisate e senza consenso parlamentare". L'associazione madrilena AMADEI respinge fermamente i decreti e parla di "una frode costituzionale che genera una grave situazione di incertezza giuridica".