C’è un episodio che racconta forse meglio di qualsiasi statistica cosa rappresenti Rodrigo Mora per il popolo del Porto. Febbraio 2025, stadio do Dragão, playoff di Europa League proprio contro la Roma. Martín Anselmi decide di togliere dal campo il ragazzino e dagli spalti partono i fischi. Non per Mora, ma per l’allenatore che aveva osato sostituirlo. Quella sera i giallorossi conobbero da avversari un giocatore che, un anno e mezzo dopo, dovrebbero portare a Trigoria.Per capire come venga vissuta in Portogallo la possibile cessione alla Roma, basta fare un giro tra quotidiani, portali e luoghi di discussione frequentati dai sostenitori dei Dragões. Mora non è semplicemente uno dei tanti giovani prodotti dall’Olival. È uno dei giocatori nei quali una parte della tifoseria si identifica maggiormente, cresciuto nel Porto praticamente da bambino e diventato uno dei simboli più riconoscibili dell’ultima generazione. Ancora poche settimane fa, alla partenza della squadra per il ritiro in Inghilterra, era insieme ad André Silva il calciatore più cercato per fotografie e autografi. Record lo ha descritto come uno degli elementi più coccolati dal pubblico portista.Sul Portal dos Dragões, uno dei principali punti di ritrovo online della tifoseria del Porto, negli ultimi anni sono state spese parole pesantissime sul suo talento. C’è chi lo considera uno dei più grandi prodotti del settore giovanile del club degli ultimi decenni e chi, già davanti alle prime voci di mercato, sosteneva che persino una clausola da 70 milioni fosse troppo bassa. Quando Farioli iniziò a concedergli meno spazio, alcuni tifosi definirono incomprensibile o addirittura assurda la scelta di lasciare in panchina quello che consideravano il miglior giocatore dell’annata precedente.Non sorprende. Mora ha sempre alimentato personalmente questo legame. Dopo lo scudetto conquistato pochi mesi fa aveva raccontato cosa significasse per lui essere campione con la squadra nella quale è cresciuto, parlando del Porto come di un simbolo fatto di storia, orgoglio e appartenenza. Una storia quasi perfetta: il bambino entrato nel club, il talento dell’Academy, la prima squadra, il titolo e un pubblico che lo aveva ormai adottato. Eppure oggi a Oporto non c’è soltanto il cuore. C’è anche una calcolatrice sul tavolo. Una parte della tifoseria considera un incasso nell’ordine dei 50 milioni troppo importante per essere ignorato, soprattutto per un club che negli ultimi anni ha dovuto prestare grande attenzione ai propri conti. Già nelle discussioni precedenti c’era chi sosteneva che una cifra del genere, se realmente incassata dal Porto, avrebbe rappresentato una vendita difficilmente rifiutabile.Rimane però una ferita potenziale difficile da ignorare. Soltanto un anno fa il Porto aveva respinto 50 milioni dell’Al-Ittihad, chiedendo i 70 previsti dalla clausola. O Jogo raccontava allora apertamente la preoccupazione dei sostenitori, che non volevano vedere partire quello che il quotidiano portoghese definiva il «figlio prodigo» del club. Se oggi Mora dovesse finire alla Roma per una valutazione complessiva simile, inevitabilmente qualcuno si domanderebbe perché ciò che dodici mesi fa non bastava sia diventato sufficiente adesso. Una risposta, almeno parziale, esiste. L’ultima stagione di Mora è stata meno travolgente sul piano individuale rispetto a quella della sua esplosione. Con Francesco Farioli ha dovuto adattarsi a compiti differenti, è stato meno centrale e ha chiuso l’annata crescendo sotto il profilo tattico più che nei numeri offensivi. Il talento, però, non è stato messo in discussione praticamente da nessuno.Ed è probabilmente questa la fotografia migliore dell’umore portista: nessuno sembra felice all’idea di perdere Mora, ma molti comprendono perché il Porto possa decidere di farlo davanti a un investimento così importante. Il tifoso vorrebbe ancora veder crescere quel numero 86 al Dragão; il club deve invece chiedersi quanto valga rinunciare oggi a un ragazzo che potrebbe valere molto di più domani. Se alla fine Rodrigo prenderà davvero l’aereo per Roma, e tutto ormai lascia credere che sarà così, non arriverà come un giovane del quale il Porto voleva semplicemente liberarsi. Arriverà portandosi dietro qualcosa di più prezioso del cartellino: il rimpianto di una tifoseria che avrebbe voluto scoprire fino a dove sarebbe potuto arrivare vestito ancora di bianco e blu.Giallorossi.net – G. PinoliL'articolo FOCUS | A Oporto Mora lo rimpiangono già: il «figlio prodigo» che i tifosi non avrebbero voluto perdere proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.