Quello che doveva essere semplicemente il ritorno a casa dopo una vacanza si è trasformato in una denuncia che va ben oltre una disavventura aeroportuale. Manuel Bortuzzo, rientrato a Roma dopo un viaggio tra Zanzibar e Tanzania insieme alla fidanzata Serena Padovano, ha ritrovato la propria carrozzina gravemente danneggiata e inutilizzabile al termine del volo con Ethiopian Airlines.Una scoperta arrivata all’aeroporto di Fiumicino, quando al nuotatore è stata riconsegnata la sedia a rotelle imbarcata in stiva. I danni ai meccanismi sarebbero tali da impedirgli di utilizzarla e Bortuzzo ha deciso immediatamente di raccontare quanto accaduto attraverso i social. Prima alcune Instagram Stories, poi un post destinato a rimanere sul suo profilo. Perché, come ha spiegato lui stesso, «questo deve rimanere».La sua non è soltanto la rabbia di chi si è visto restituire un oggetto danneggiato durante un viaggio. Per Manuel, e per moltissime persone nella sua stessa condizione, una carrozzina significa autonomia, movimento e libertà. Ed è proprio da qui che parte una denuncia che nelle ultime ore ha raccolto numerose reazioni.Manuel Bortuzzo, la carrozzina distrutta al ritorno da Zanzibar e TanzaniaBortuzzo era partito per trascorrere alcuni giorni in Africa insieme a Serena Padovano. Una vacanza di otto giorni tra Zanzibar e Tanzania che si era conclusa senza particolari problemi fino al momento dell’arrivo a Fiumicino. Nell’area dedicata ai bagagli speciali e fuori misura, però, Manuel si è trovato davanti alla sua carrozzina danneggiata. Una situazione che ha voluto documentare con fotografie e video, mostrando ai suoi follower le condizioni in cui gli era stata riconsegnata.Inizialmente il nuotatore aveva raccontato l’accaduto attraverso alcune Stories. Successivamente ha deciso di pubblicare un contenuto permanente, spiegandone chiaramente il motivo: «Ho fatto delle storie a riguardo ma è giusto fare un post perché questo deve rimanere». Una scelta arrivata anche dopo i numerosi messaggi ricevuti da persone che gli avrebbero raccontato esperienze simili. Ed è proprio questo confronto ad aver trasformato una vicenda personale in qualcosa di più grande. «Mi avete scritto in tanti raccontandomi le vostre disavventure e queste cose non devono succedere», ha sottolineato. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Manuel Bortuzzo (@manuelmateo_)Massimo Boldi cade a Forte dei Marmi e batte la testa: ricoverato in ospedaleManuel Bortuzzo denuncia Ethiopian Airlines: «Una carrozzina va trattata con rispetto»Nel suo sfogo Bortuzzo ha chiamato in causa Ethiopian Airlines, la compagnia con cui avrebbe effettuato il viaggio di ritorno. Ma il cuore della sua denuncia non riguarda soltanto la responsabilità per il danno subito. Manuel vuole soprattutto spiegare cosa significhi vedere una carrozzina trattata come un qualsiasi bagaglio. «Una carrozzina per chi è obbligato a starci sopra è una cosa troppo importante e delicata e va trattata con rispetto e cura», ha scritto.Poi la frase che più di tutte sintetizza il senso del suo intervento: «Sono le nostre gambe, la nostra libertà». Una definizione semplice, ma capace di restituire la reale dimensione dell’accaduto. Una sedia a rotelle non è un oggetto accessorio che può essere sostituito facilmente dopo un danneggiamento. Per chi la utilizza quotidianamente è ciò che rende possibile spostarsi, lavorare, viaggiare e compiere anche le azioni più normali della giornata. Per questo Bortuzzo ritiene inaccettabile che nel 2026 possano verificarsi ancora episodi di questo tipo: «Non è accettabile che vengano trattate con tale superficialità».Manuel Bortuzzo e la domanda che cambia la prospettiva: «Se fosse successo all’andata?»C’è poi una domanda posta dal nuotatore che rende ancora più evidente il problema: «Fosse successo all’andata? Come facevo otto giorni lì così?». Questa volta Manuel ha scoperto il danno al ritorno in Italia. Ma se la carrozzina fosse stata compromessa durante il viaggio verso l’Africa, avrebbe rischiato di trascorrere l’intera vacanza senza poter utilizzare il principale strumento necessario alla propria autonomia. «La carrozzina è inutilizzabile», ha spiegato senza giri di parole.Ed è proprio immaginando uno scenario diverso che il suo racconto smette definitivamente di essere soltanto una protesta personale. Bortuzzo invita infatti a pensare a chi, dopo un episodio simile, non dispone di una seconda carrozzina e non ha la possibilità economica di sostituirla rapidamente. «Mettiamoci nei panni di chi invece al ritorno da un viaggio aveva solo questa per vivere e svolgere le azioni quotidiane», ha scritto, chiedendosi quale situazione di disagio potrebbe trovarsi improvvisamente ad affrontare.Foto: Instagram @manuelmateo_Brad Pitt torna a bere dopo sette anni di sobrietà: «Posso concedermi qualche bicchiere, ma non esagerare»Manuel Bortuzzo: «Io sono fortunato, ma non tutti hanno questa possibilità»Manuel non nasconde di trovarsi, nonostante quanto accaduto, in una posizione più favorevole rispetto a quella di altre persone. Ha infatti la possibilità di utilizzare un’altra sedia a rotelle e di affrontare diversamente le conseguenze dell’incidente. Ma è proprio questa consapevolezza a spingerlo a parlare. «Io sono fortunato, ma è giusto parlarne per tutte quelle persone che questa fortuna non ce l’hanno», ha scritto.Il passaggio è importante perché sposta completamente il centro della vicenda. Bortuzzo non chiede attenzione soltanto per sé, ma utilizza la propria visibilità per raccontare una problematica che, stando anche alle testimonianze ricevute dopo la pubblicazione delle prime Stories, avrebbe coinvolto altre persone. «Per la gravità della cosa tutto questo non può passare inosservato», ha ribadito. Sui social la sua denuncia ha generato rapidamente numerose reazioni. Diversi utenti hanno espresso solidarietà all’atleta e sulle pagine di Ethiopian Airlines sono comparsi messaggi di persone che chiedono chiarimenti alla compagnia e una risposta per quanto accaduto.Manuel Bortuzzo, dalla sparatoria del 2019 alla carriera nel nuoto paralimpicoPer comprendere fino in fondo il peso delle parole di Manuel è inevitabile tornare alla notte che ha cambiato la sua vita. Tra il 2 e il 3 febbraio 2019, nella zona dell’Axa a Roma, Bortuzzo rimase coinvolto per errore in una sparatoria. Il giovane nuotatore fu raggiunto alla schiena da un proiettile esploso da due ragazzi a bordo di uno scooter. Con lui si trovava l’allora fidanzata Martina Rossi, rimasta illesa. Il colpo provocò a Manuel una lesione midollare che lo rese paraplegico.Per la sparatoria Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano sono stati condannati a 16 anni di reclusione per duplice tentato omicidio aggravato dalla premeditazione. I due hanno sempre sostenuto di aver colpito Bortuzzo per errore. Da quel momento Manuel ha dovuto ricostruire la propria quotidianità, senza però abbandonare lo sport. Il nuoto è rimasto una parte centrale della sua vita e negli anni il suo percorso personale e agonistico lo ha reso uno dei volti più conosciuti dello sport paralimpico italiano.La denuncia di Manuel Bortuzzo va oltre una carrozzina danneggiataÈ forse questo il punto più importante della vicenda. Una carrozzina distrutta non equivale a una valigia rotta. Non è soltanto una questione di rimborso economico o di gestione dei bagagli: significa rischiare di privare una persona della possibilità di muoversi autonomamente. Bortuzzo avrebbe potuto limitarsi a mostrare il danno, chiedere spiegazioni alla compagnia e risolvere privatamente la questione. Ha scelto invece di lasciare pubblicamente la sua testimonianza proprio perché altre persone gli hanno raccontato episodi simili.La frase «sono le nostre gambe, la nostra libertà» diventa così qualcosa di più di uno sfogo. È il modo più immediato per ricordare una realtà che chi non utilizza quotidianamente una carrozzina potrebbe non considerare. Manuel questa volta aveva una soluzione alternativa. Ma la domanda che lascia dietro di sé è inevitabile: cosa sarebbe successo a chi quella seconda possibilità non ce l’ha? Ed è probabilmente per questo che la sua denuncia merita di non essere archiviata come una semplice disavventura di ritorno dalle vacanze. Perché dietro una sedia a rotelle danneggiata non c’è soltanto un oggetto da riparare. C’è l’autonomia di una persona che, per qualche ora o magari per giorni, rischia di essere improvvisamente compromessa.Foto: Instagram @manuelmateo_Edelfa Chiara Masciotta rompe il silenzio sull’incidente: «Ho avuto danni fisici, ma oggi guardo avanti»| Da Rumors.it