Di woke in peggio

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Qui al bar registriamo l’ultimo contrordine dei compagni: meno woke, più diritti sociali. Ma la cosa non ci tranquillizza molto. Pare che la disposizione arrivi da Alexandria Ocasio-Cortez, la popolare esponente dei dem americani che si è fatta congelare gli ovuli ma evidentemente ha scongelato il cervello, visto che si è resa conto che le follie di certi esponenti del suo partito, pronti a fustigare a ogni pie’ sospinto la civiltà occidentale, fanno perdere consensi.L’idea, dunque, è di concentrarsi sull’economia, sull’occupazione, sui salari, sull’inflazione, sulle condizioni di vita degli abitanti. Il guaio è che se lo si fa come il nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani, le cose non miglioreranno molto. Il suo era un programma massimalista: super tasse per i ricchi, affitti calmierati, trasporti gratuiti. Per ora si è limitato a far incazzare i ricchi anche se, col caro affitti di Manhattan al record storico di 6.655 dollari al mese di media, l’islamocomunista della Grande Mela ha dovuto congelare, per ora, il promesso balzello su chi possedeva un “piede a terra” nella metropoli della East Coast.Il governo della Florida, per farsene beffe, ha pagato una pubblicità comparsa a Times Square, con cui ringraziava Mamdani di aver lasciato scappare i milionari nel Sunshine State. Insomma, il woke faceva senz’altro schifo, ma il revival socialista potrebbe essere persino peggio. Forse, le utopie dirigiste attireranno qualche voto in più alle urne. Poi la realtà busserà alla porta. E non sarà per una bella sorpresa.Il Barista, 16 agosto 2026L'articolo Di woke in peggio proviene da Nicolaporro.it.