Non c’è pace per Giorgio Musiani, padre 84enne di Nicola morto dopo quattro giorni di agonia in seguito al pestaggio avvenuto a Pinarella di Cervia. Nelle scorse notti l’uomo è stato aggredito dopo essere uscito dal camper dove si era trasferito dopo la morte del figlio, per verificare alcuni rumori. All’esterno del camper ha trovato un uomo, descritto come un soggetto di età compresa tra i 25 e i 30 anni, che stava armeggiando con la bicicletta legata al veicolo. Alla richiesta di spiegazioni, l’uomo gli avrebbe sferrato un pugno in pieno volto, facendogli perdere l’equilibrio.Musiani ha quindi cercato istintivamente di aggrapparsi all’aggressore, che lo avrebbe spinto a terra prima di darsi alla fuga. L’uomo lamenta ora forti dolori al costato e ha annunciato l’intenzione di sottoporsi a un controllo in ospedale, per poi presentare denuncia. Lo spiazzo di viale Tritone, a Pinarella, è però da settimane al centro delle preoccupazioni di alcuni residenti. Si tratta di una zona molto frequentata, soprattutto durante la stagione estiva, attraversata da persone dirette verso il mare, i ristoranti e i locali della zona. Non sono mancate segnalazioni relative a episodi di aggressività e situazioni di rischio.Cinque giovani indagati per la morte di NicolaNicola Musiani, secondo la ricostruzione riportata, era stato aggredito al termine di una discussione da un gruppo di cinque ragazzi provenienti da Meldola, nel Forlivese. Dopo quattro giorni di agonia, le sue condizioni erano precipitate fino al decesso. Per la sua morte risultano indagate cinque persone: un minorenne, che si trova a piede libero, e quattro maggiorenni, di età compresa tra i 19 e i 23 anni, arrestati e detenuti in carcere. Secondo quanto riferito, tre di loro sarebbero di origine nordafricana e uno di origine irlandese. La magistratura ha chiesto la conferma della detenzione, motivandola anche con il rischio di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato.Leggi anche: Omicidio Musiani, sapete qual è la notizia nascosta dai tg?Restano inoltre alcuni elementi al vaglio degli investigatori. Tra questi, una telefonata arrivata a una caserma dei carabinieri di Ravenna da un’utenza marocchina. L’autore della chiamata si sarebbe presentato come un residente di Meldola in vacanza in Marocco e avrebbe riferito di una voce circolata nella comunità nordafricana del paese: uno dei presunti responsabili della morte di Musiani sarebbe fuggito nel Paese d’origine della propria famiglia.Alcuni dei giovani coinvolti si sarebbero effettivamente allontanati dall’Italia nei giorni successivi al pestaggio, per poi rientrare.Gli investigatori starebbero inoltre valutando un’intercettazione nella quale uno dei due interlocutori affermerebbe di conoscere diversi dettagli sulla morte di Nicola e sull’identità degli aggressori.«Io non scappo»Nonostante la nuova aggressione, Giorgio Musiani non sembra intenzionato a cambiare i propri piani. Ha scelto di rimanere nel camper del figlio e, parlando con il Corriere di Romagna, ha escluso l’idea di andarsene. «Non so se questa aggressione è stata un avvertimento o altro di simile, oppure se è un caso isolato e senza alcuna relazione con la morte di mio figlio Nicola», ha dichiarato.Poi una frase che sintetizza la sua decisione: «Io non ho paura di stare da solo. Io non scappo». E ancora: «Niente e nessuno mi manderà via dal mio camper. È lì che voglio vivere e morire». Una vicenda ancora tutta da chiarire, dunque, mentre intorno alla morte di Nicola Musiani rimangono diversi interrogativi.L'articolo Giorgio Musiani aggredito nello stesso luogo dove è morto il figlio Nicola: “Non scappo” proviene da Nicolaporro.it.