Si possono prevedere i terremoti? Lo strano caso del 1975 | Con Mario Tozzi

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A pochi giorni dal violento sisma di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia occidentale il 10 agosto, e un bilancio che continua ad aggravarsi tra le centinaia di vittime accertate e i dispersi ancora sotto le macerie, il tema della previsione dei terremoti torna prepotentemente al centro del dibattito.Il sisma, che ha raso al suolo edifici a Pereira, Cali e Quibdó, si è aggiunto pochi giorni prima a un altro violento episodio sismico registrato in Venezuela, riportando l’attenzione sulla capacità, o incapacità, della scienza di anticipare questi eventi.Abbiamo chiesto spiegazioni al geologo e divulgatore Mario Tozzi.Lo strano caso del 1975“Nel 1975 un forte terremoto in una provincia cinese, Haicheng, fu previsto, nel senso che i segni erano talmente tanti e tali — si alzavano collinette, si seccavano le sorgenti, si deviavano i corsi dei torrenti — succedeva talmente tanta roba che le autorità cinesi decisero di evacuare gran parte della provincia. Il terremoto arrivò effettivamente, di magnitudo superiore a 7, e fece ‘solo’ mille morti: fu un caso di previsione, ma era talmente evidente quello che stava per succedere che pure uno che non è geologo avrebbe potuto prevederlo. L’anno dopo, però, nel 1976, una provincia confinante registrò il terremoto più dannoso che ricordiamo in tempi recenti al mondo: fece forse addirittura più di 600.000 morti, tra 7,3 e 7,5 di magnitudo, e non diede nessun segno premonitore. I cinesi si arrabbiarono molto con i dipendenti dell’Istituto di Geofisica, ma cosa ne potevano sapere loro? Non è che una volta che uno era stato previsto, per un caso, perché c’erano talmente tanti segnali, avrebbero dovuto prevedere anche l’altro“.The post Si possono prevedere i terremoti? Lo strano caso del 1975 | Con Mario Tozzi appeared first on Radio Radio.