I cinesi hanno rifatto la Fiat Tipo (ma senza tasti)

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Il copyright della citazione è di Andrea Galeazzi, uno dei più famosi youtuber italiani in fatto di tecnologia e, da qualche tempo, di motori: «Pare la vecchia Fiat Tipo». E ha ragione da vendere: la Leapmotor B05 è davvero l’erede della mitica media di casa Fiat degli anni Novanta. Dimensioni, spaziosità e rapporto qualità/prezzo rimandano al modello nato per competere, in una sfida impari, con la Volkswagen Golf.Per capire la B05 bisogna partire dalla fine: il prezzo. Il modello base (che poi di base non ha niente, è un full optional con qualche accessorio in meno) parte oggi da 22.900 euro. Il listino attacca a 26.900 euro ma per il lancio c’è un contributo di 3.000 euro, più un bonus di 1.000 euro con permuta o rottamazione, oltre a un finanziamento dedicato a tasso agevolato. Con questo prezzo ci si porta a casa una vettura lunga 4,43 metri, un powertrain elettrico da 218 cavalli (160 kW) e due opzioni di batteria: quella da 56,2 kWh con un’autonomia elettrica dichiarata fino a 401 chilometri e quella da 67,1 kWh con un’autonomia dichiarata fino a 482 chilometri. Buoni risultati a cui concorre anche l’efficienza aerodinamica (un coefficiente di 0,26, tra i più bassi della categoria, si traduce in un’autonomia maggiore). La B05 accetta fino a 168 kW di ricarica, il che consente di portare la batteria dal 30 all’80% in circa 17 minuti; tempi che salgono a 7 ore con ricarica a 11 kW.Quello che funziona della Leapmotor B05La macchina va più che bene: guidarla è un vero piacere, le mappature del powertrain consentono di passare da una guida paciosa e risparmiosa a una sicuramente più aggressiva. L’abitabilità dell’abitacolo (molto ben fatto, anche se sulla durevolezza di alcune parti in plastica permangono dei dubbi) è generosissima: c’è spazio per le gambe in abbondanza, complice anche il passo da 2,735 metri. E merito anche del pavimento piatto, che rende l’accomodarsi sui sedili di una facilità estrema. Sedili riscaldati, tetto panoramico fisso e un generosissimo display digitale al centro da 14,6 pollici (che completa le informazioni fornite da quello più piccolo, da 8,8 pollici, dietro al volante) caratterizzano l’ambiente. La combinazione fra trazione posteriore e distribuzione dei pesi 50:50, insieme a sospensioni e assetto pensati per i gusti degli automobilisti europei, permette alla B05 di offrire un mix equilibrato fra performance e comfort. La B05 è ricca di sistemi Adas: ci sono ben 21 funzioni supportate da 14 sensori e telecamere. La linea non è affatto anonima: ha proporzioni equilibrate e una presenza scenica ben definita. Il frontale, completamente chiuso per migliorare l’efficienza aerodinamica, è attraversato da una firma luminosa a Led sottile e affilata.E cosa invece non funzionaLa pecca più grande della B05 sta nella mancanza di tasti fisici: c’è solo il pulsante delle frecce d’emergenza,. Tutto il resto viene comandato attraverso il grande display centrale. Regolazione delle luci, dei finestrini, apertura della tendina parasole del tetto in vetro, climatizzatore: la vita di bordo passa attraverso il display. Una scelta che rende le linee della plancia essenziali ma gradevoli ma che può distrarre, e pure troppo, mentre si guida. In autostrada, per esempio, solo per regolare la temperatura del clima (sperando di trovare subito il comando giusto) si rischia di guidare «al buio», senza guardare la strada, per più di 200 metri a una velocità di 130 km orari. Il tempo per una regolazione passa da circa un secondo in presenza dio tasti fisici ad almeno 6 secondi. A certe velocità, un’eternità. Il bagagliaio non è ai massimi della categoria, complice anche l’assenza di un vano sotto il pianale. E in più ci sono i cavi di ricarica e il kit per le forature. Scomode sono poi le levette per frecce e tergicristalli, nascoste dietro alle generose razze del volante: mentre si guida, non si riescono a vedere. Dubbi anche sulle maniglie delle portiere a scomparsa: rendono la linea filante, ma il fatto di doverle aprire manualmente rende l’accesso alla vettura un po’ macchinoso. Sperando che non si rimpano.Tirando le somme del nuovo modello cineseIn Cina hanno fatto i compiti a casa: la B05, nel rapporto qualità/prezzo), ha pochi rivali nel mercato del Vecchio continente. La pecca più grande è l’ostinazione di molti produttori di volersi affidare a un grande tablet in mezzo all’abitacolo: ricchissimo di informazioni, forse troppe, ma poco pratico mentre si guida. Da affinare la tecnologia degli Adas: il «mantenimento di corsia» tende a entrare in funzione troppo spesso e i sensori di frenata di emergenza hanno la tendenza a intervenire un po’ a sproposito. Errori di gioventù, superabili con tarature del software meno invasive. Sistemate queste pecche, chi fermerà la B05? L'articolo I cinesi hanno rifatto la Fiat Tipo (ma senza tasti) proviene da La Verità.