Circola una clip che mostrerebbe Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, e Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, mentre ridono e chiacchierano insieme in disparte durante un ricevimento. Il video è un deepfake generato con l’intelligenza artificiale, come dichiarato l’autore stesso, il content creator Leonardo Pippa, che lo ha creato per dimostrare i rischi di questa tecnologia: «Ha ragione, quello era un deepfake. Lo so bene: l’ho creato io». Quella scena non è mai avvenuta, ma la “lezione” è finita male.Un video di due minuti ridotto a dieci secondiIl reel originale, pubblicato su Instagram dal profilo leonardo316p, durava pochi minuti. I primi dieci secondi contenevano la clip AI con Schlein e Vannacci. I restanti centodieci secondi erano dedicati alla spiegazione dove Pippa illustrava che il video era generato artificialmente e analizzava il tema dei deepfake politici. Chi ha estratto e ricondiviso la clip ha rimosso tutto tranne i secondi iniziali, eliminando la parte che ne spiegava la natura.Lo stesso format è presente in un altro reel dello stesso Pippa, che presenta la grafica iniziale. Anche questo, come il reel con Schlein e Vannacci, è stato rimosso.L’autore: «L’ho creato io, non per ingannare»Nelle storie pubblicate dopo la rimozione del video, Pippa ha ricostruito l’accaduto rivolgendosi a Elly Schlein.In pratica, Pippa spiega di aver realizzato il deepfake per segnalare il rischio di questo tipo di contenuti applicati alla politica, con l’obiettivo di dimostrare esattamente quel pericolo.«Ha ragione, quello era un deepfake. Lo so bene: l’ho creato io», ha scritto, precisando di non averlo fatto «per ingannare», ma per dimostrare «esattamente quello che lei mi ha segnalato».Pippa ha chiarito anche la propria posizione rispetto a Schlein: «No, non sono contro di lei, Elly Schlein. Sono dalla sua stessa parte: quella di chi dice che i deepfake sono un rischio enorme. E il mio video voleva dimostrarlo. La sua reazione l’ha dimostrato meglio di me».Ha poi descritto la dinamica che ha reso possibile la diffusione incontrollata: i primi dieci secondi del video, da soli, potevano circolare indipendentemente dalla spiegazione che seguiva.«Puoi spiegare per due minuti», ha scritto, «ma se i primi dieci secondi possono vivere di vita propria, lo faranno». Una cosa che, ha ammesso, non si aspettava.Un precedente, stesso schemaIl meccanismo che ha trasformato un contenuto dimostrativo in disinformazione non è nuovo. A gennaio 2026 su Open abbiamo documentato un caso strutturalmente identico. Claudio Michelizza, fondatore di Bufale net, aveva pubblicato un video in cui spiegava la bufala sui 500 bambini vaccinati e i 17 decessi in una settimana. Il suo format prevedeva di citare inizialmente il titolo fuorviante come se lo stesse avallando, per poi smentirlo nella parte successiva del video. La clip era stata tagliata esattamente al punto in cui Michelizza sembrava credere alla bufala, eliminando la smentita. Il risultato, di fatto, è stato quello del fondatore di Bufale net diventato, suo malgrado, il testimonial della bufala che stava cercando di spiegare.Il caso di Leonardo Pippa replica questa struttura con una scena iniziale generata con l’intelligenza artificiale. In entrambi i casi, il taglio selettivo ha eliminato la spiegazione, trasformando un contenuto anti-disinformazione in disinformazione.Un modo per evitare tutta questa vicenda? Un timbro visibile con la scritta “deepfake” o “AI generated” sovrimpresso fin dal primo fotogramma, in modo che anche i dieci secondi estratti portassero con sé l’avvertenza.Il verdettoIl video che mostrerebbe Elly Schlein e Roberto Vannacci a ridere insieme durante un ricevimento è un deepfake generato con l’intelligenza artificiale, ritagliato da un video che in origine spiegava la falsità.Questo articolo contribuisce a un progetto di Meta per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Meta.L'articolo Il deepfake di Schlein e Vannacci «beccati» a ridere insieme: l’autore spiega perché lo ha fatto proviene da Open.