Russia. Putin per la prima volta alle Curili, dura protesta del Giappone

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di Enrico Oliari – Il presidente russo Vladimir Putin ha visitato per la prima volta le isole Curili, scegliendo in particolare Iturup, Etorofu nella denominazione giapponese, una delle quattro isole meridionali dell’arcipelago rivendicate dal Giappone. La visita del 13 agosto ha immediatamente provocato una dura reazione di Tokyo, riportando in primo piano una disputa territoriale irrisolta dalla fine della Seconda guerra mondiale.La tappa alle Curili rientra nel viaggio di Putin nell’Estremo Oriente russo. Sull’isola di Iturup il presidente ha visitato il complesso di lavorazione del pesce Yasny, l’ospedale distrettuale centrale e una scuola, incontrando inoltre il governatore della regione di Sakhalin, Valery Limarenko, residenti e rappresentanti delle realtà economiche locali. Mosca ha presentato la visita soprattutto come un sopralluogo dedicato allo sviluppo economico e sociale delle regioni più remote della Federazione.Ma il significato politico della presenza del presidente russo su Iturup è inevitabilmente più ampio. Tokyo considera infatti Iturup/Etorofu, Kunashir/Kunashiri, Shikotan e il gruppo delle Habomai parte integrante del territorio giapponese e le indica complessivamente come “Territori del Nord”. Le isole sono amministrate dalla Russia dalla fine della Seconda guerra mondiale, quando le forze sovietiche occuparono l’arcipelago nell’agosto e settembre del 1945. Proprio la controversia sulla loro sovranità ha impedito a Russia e Giappone di concludere un vero e proprio trattato di pace dopo il conflitto mondiale.La reazione giapponese è stata immediata. Il primo ministro Sanae Takaichi ha definito la visita di Putin “assolutamente inaccettabile”, mentre il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi ha formalizzato una dura protesta nei confronti di Mosca. L’ambasciatore russo Nikolaj Stanislavovič Nozdrev è stato convocato dal ministero degli Esteri giapponese, che ha ribadito la posizione secondo cui le quattro isole appartengono al Giappone sulla base di ragioni storiche e giuridiche.La protesta ha assunto anche una particolare valenza simbolica perché la visita è avvenuta a ridosso delle commemorazioni giapponesi per la fine della Seconda guerra mondiale. La questione delle Curili rimane infatti legata a interpretazioni profondamente differenti dell’assetto territoriale determinatosi nel 1945. Per Mosca la sovranità russa sulle isole costituisce uno dei risultati della guerra e non può essere messa in discussione. Tokyo contesta invece la legittimità dell’acquisizione sovietica delle quattro isole meridionali.Mosca ha respinto le contestazioni. La posizione russa è che Iturup e le altre Curili meridionali siano territorio della Federazione Russa e che il presidente sia quindi libero di recarvisi. Anche l’ex presidente ed ex premier Dmitry Medvedev è intervenuto nella polemica ribadendo che le isole resteranno sotto sovranità russa.La disputa territoriale aveva conosciuto una fase di relativo disgelo durante il governo dell’ex premier giapponese Shinzo Abe, che aveva investito considerevole capitale politico nel rapporto personale con Putin nella speranza di arrivare a un compromesso. Una delle ipotesi discusse negli anni era quella di ripartire dalla dichiarazione sovietico-giapponese del 1956, che prevedeva la possibile restituzione di Shikotan e delle Habomai dopo la conclusione di un trattato di pace. Un accordo definitivo non è però mai stato raggiunto.L’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 ha successivamente fatto precipitare le relazioni. Il Giappone si è associato alle sanzioni occidentali contro Mosca e la Russia ha interrotto i negoziati sul trattato di pace, accusando Tokyo di avere assunto una posizione ostile. Ancora nel febbraio di quest’anno il Cremlino aveva affermato che non esistevano le condizioni per riprendere il dialogo, sostenendo che i rapporti bilaterali erano stati sostanzialmente azzerati dalla politica giapponese.Alla controversia storica si aggiunge oggi una dimensione strategico-militare. Le Curili si estendono tra la penisola russa della Kamchatka e l’isola giapponese di Hokkaido e controllano gli accessi tra il Pacifico settentrionale e il Mare di Okhotsk, area particolarmente importante per la componente navale della deterrenza nucleare russa. Mosca ha progressivamente rafforzato la propria presenza militare nell’arcipelago, installandovi anche sistemi missilistici antinave e altre infrastrutture militari.Il confronto sulle isole si inserisce inoltre in una situazione di sicurezza sempre più complessa nell’Asia nordorientale. Tokyo guarda con crescente preoccupazione alla cooperazione militare tra Russia e Cina, alle attività delle forze russe e cinesi intorno all’arcipelago giapponese e al programma missilistico e nucleare della Corea del Nord. Il Giappone, parallelamente, sta rafforzando le proprie capacità militari e la cooperazione con gli Stati Uniti, anche attraverso l’acquisizione di missili da crociera Tomahawk.La visita di Putin assume quindi un significato che va oltre il programma ufficiale dedicato allo sviluppo delle Curili. Il presidente russo ha voluto mostrare che Mosca considera l’arcipelago parte pienamente integrata della Federazione e intende investirvi economicamente e militarmente. Per Tokyo, al contrario, la presenza personale del capo del Cremlino a Iturup rappresenta un ulteriore consolidamento dell’amministrazione russa su territori dei quali continua a chiedere la restituzione.Dopo decenni di negoziati, la possibilità di un compromesso appare oggi ancora più lontana. La guerra in Ucraina, le sanzioni giapponesi, il riavvicinamento strategico tra Mosca e Pechino e il rafforzamento dell’alleanza tra Tokyo e Washington hanno trasformato una vecchia controversia territoriale in uno dei punti di attrito della nuova competizione geopolitica nell’Asia-Pacifico.