Non polemico ma deciso. Sereno e aperto ma fermo sulle regole. L’intervento di Matteo Salvini, vicepremier, ministro e soprattutto segretario federale della Lega, sul dibattito interno al partito segna un punto chiave. Ovviamente i giornaloni e le tv (Rai, Mediaset e La7) sono tutti contro il Carroccio e ogni giorno raccontano di liti furiose e di un partito allo sbando. Ma questa è fantapolitica. I messaggi chiave del ‘Capitano’ sono tre: “Il dibattito mi stimola”, “non si può fare un congresso all’anno e si tenuto nel 2025”, “c’è spazio per chi si mette a disposizione con spirito concreto”.Traduzione rispetto alla cosiddetta fronda del Nord guidata dal presidente della Lombardia Attilio Fontana, dal capogruppo al Senato e segretario regionale lombardo Massimiliano Romeo e dall’ex Governatore del Veneto Luca Zaia. La leadership del segretario non è in discussione e non lo sarà nemmeno dopo le elezioni politiche del 2027, quando Salvini è convinto – e i presupposti ci sono tutti se tutti remano nella stessa direzione – di superare il 10% e restare davanti a Futuro Nazionale e a Forza Italia. D’altronde nessuno si è ufficialmente candidato segretario federale quindi i mugugni e i post su Facebook o le interviste sui media non servono, anzi sono dannosi.Però, allo stesso tempo, Salvini non è né Vannacci che (parole sue) “decido tutto io sulla linea politica di FN” né vuole essere circondato da ‘yesman’. Il titolare del Mit sa ascoltare anche le critiche, se costruttive. Infatti i consigli federali della Lega nazionale o anche regionale durano ore e ore. Spazio per tutte le opinioni e poi ovviamente la sintesi la fa lui, il leader, ma tenendo conto delle opinioni dei dirigenti e dei militanti. Poi quella frase “c’è spazio per tutti” che si può interpretare come quasi certa candidatura a capolista della Lega al Nord-Est di Zaia, che va ricordato alle Regionali del 2025 ha portato il Carroccio al 35% doppiando Fratelli d’Italia. Poi, con la “vittoria elettorale certa” (come sostiene Salvini) Zaia potrà certamente avere un ruolo chiave nel governo Meloni II, magari ministro del Made in Italy e delle Imprese vista la deludente performance di Adolfo Urso. E anche per Fontana (Attilio), il cui mandato scade nel 2028, potrà esserci un ruolo a Roma, soprattutto sull’attuazione del federalismo e dell’autonomia. Il tutto purché il dibattito venga fatto con spirito “costruttivo”.Semplice. No ‘yesman’, Salvini non è una sorta di dittatore come Vannacci (stando alle malelingue sia del Centrodestra sia del Centrosinistra, visto che comunque in FN il dibattito c’è), ascolta, recepisce, medita e fa la sintesi. Ma tutti remino dalla stessa parte. E tutti diano il massimo nella prossima campagna elettorale.L'articolo Lega, così Salvini stoppa la tensione con l’ala nordista. Resta leader indiscusso, ma un ruolo per Zaia e Fontana ci sarà proviene da Nicolaporro.it.