Ex Ilva, i lavoratori scrivono a Mattarella: “Risposte per il futuro di Taranto”

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I lavoratori dell’ex Ilva di Taranto rivolgono un appello a Sergio Mattarella per cercare di trovare una soluzione per il futuro dello stabilimento pugliese. “È del tutto evidente che ci troviamo in una situazione straordinaria per la cui soluzione devono ricercarsi risposte altrettanto straordinarie attraverso misure idonee che garantiscano i lavoratori e assicurino il futuro della città di Taranto e il tessuto produttivo del mezzogiorno” e “ci appelliamo a lei, presidente, affinché un territorio diviso e martoriato possa riprendere il proprio cammino di comunità attraverso un forte interessamento delle istituzioni a ogni livello al fine di garantire il diritto alla salute e al lavoro”. A pochi giorni dall’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo a Taranto, le rappresentanze dei lavoratori di Acciaierie d’Italia, Ilva in amministrazione straordinaria, dell’appalto e i sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e Usb scrivono al presidente della Repubblica auspicando che “questo nostro grido di allarme possa essere accolto positivamente e possa rappresentare l’occasione per un incontro con lei, nella sua veste di garante delle Istituzioni e rappresentante dell’unità nazionale”. La lettera a Mattarella dei lavoratori dell’ex Ilva“Come rappresentanti dei lavoratori riteniamo fondamentale poter sottoporre direttamente alla Sua attenzione la situazione drammatica che Taranto vive ormai da anni, con migliaia di lavoratrici e lavoratori costretti a convivere con una condizione di incertezza che oggi rischia concretamente di trasformarsi in una bomba sociale senza precedenti”, sottolineano i metalmeccanici, “per questo Le chiediamo, con rispetto e fiducia, la possibilità di essere ricevuti e ascoltati, affinché la voce dei lavoratori possa trovare spazio nelle Istituzioni ai massimi livelli”.  “Riteniamo indispensabile – si legge nella lettera aperta – un suo intervento, nei limiti delle prerogative costituzionali che ricopre e con l’autorevolezza della Sua funzione, per contribuire a sensibilizzare tutte le parti in campo, a partire dal Governo e da tutte le Istituzioni coinvolte, sulla necessità di affrontare con urgenza e responsabilità una vertenza che, ancora ad oggi, rimane irrisolta”. I rappresentanti dei lavoratori ricordano che “Taranto dal 21 agosto 2026 sarà interessata da un evento straordinario come i Giochi del Mediterraneo, una manifestazione sportiva multidisciplinare che propone lo sport e la cooperazione tra i popoli del Mediterraneo. Una vetrina importante per il sud e in particolar modo per la città di Taranto la quale vive, ormai da anni, una situazione divenuta insostenibile per la mancanza di scelte di politiche industriali in grado di traguardare un processo di transizione ecologica per porre finalmente termine ad una inutile contrapposizione tra i principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale”. I lavoratori sottolineano che “in questi anni hanno lanciato in più occasioni un grido d’allarme e abbiamo scioperato anche per impedire ad una multinazionale, aggiudicataria nel primo bando di vendita internazionale, di operare con l’obiettivo di depredare un sito d’interesse strategico per il nostro Paese. Lo abbiamo fatto con la consapevolezza di salvaguardare non l’esistente, con l’attuale ciclo produttivo a carbone, ma bensì con l’obiettivo di avviare il processo di decarbonizzazione attraverso le migliori tecnologie disponibili”, ma “siamo rimasti inascoltati e in città così come tra i lavoratori si è sempre più acuito un clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni incapaci di trovare le giuste soluzioni secondo quanto la Costituzione Italiana dovrebbe garantire ai propri cittadini”. Oggi “siamo giunti a un punto di non ritorno e il decreto della Corte di Appello di Milano porta a una conclusione inevitabile: chiusura dell’area a caldo entro 90 giorni a decorrere dal 27 luglio 2026, data in cui la decisione è stata notificata alla gestione commissariale”, concludono i rappresentanti dei lavoratori, che ribadiscono di non volere criticare le decisioni della magistratura, ma “tale situazione si è determinata a seguito di un vuoto della politica nel ricercare soluzioni che impedissero questa grave crisi che attraversa il nostro territorio”.Questo articolo Ex Ilva, i lavoratori scrivono a Mattarella: “Risposte per il futuro di Taranto” proviene da LaPresse