Recentemente vi ho parlato del problema della deindustrializzazione della Germania. Qualcuno dice che anche negli anni ’80 la Gran Bretagna aveva avuto problemi analoghi, ma nonostante le differenze rispetto alla Gran Bretagna degli anni ’80, il confronto sulla deindustrializzazione con la Germania evidenzia delle gravi conseguenze a lungo termine legate alla perdita della sovranità industriale.Infatti, mentre nel Regno Unito la contrazione fu traumatica e concentrata, nella Germania il fenomeno si sta diffondendo in modo lento e molecolare, intaccando tutta la struttura industriale tedesca. La storica capillarità della produzione tedesca, che era tradizionalmente distribuita su tutto il territorio, ora rischia di amplificarsi, dimostrando che la crisi arriva in tutte le zone, tutte le province del paese.Diversamente da Londra, Francoforte non possiede la centralità finanziaria per compensare un eventuale collasso della manifattura industriale. Quindi il collasso della manifattura tedesca è un grave problema. I tentativi di attrarre nuovi investimenti industriali hanno incontrato ostacoli imprevisti, lasciando aperte le porte al timore della deindustrializzazione, appunto.Il contesto politico tra vincoli UE e autonomia energeticaIl contesto politico ed economico nel quale stiamo osservando queste cose si muove tra i vincoli di bilancio dettati dall’Unione Europea e la necessità di tutelare l’autonomia energetica e tecnologica del paese. La concentrazione della base produttiva rischia quindi di aggravare la dipendenza dalle importazioni estere, e questo soprattutto ha un effetto sociale perché accentua le divisioni sociali ed economiche interne.E quindi Berlino si trova di fronte ad un monito storico cruciale, perché il declino industriale minaccia gli equilibri che hanno retto la Germania dalla riunificazione del paese. E chi come me ha qualche anno in più ricorderà che la riunificazione della Germania fu un patto fatto sostanzialmente tra Kohl e Mitterrand, che diede il via a quella che poi sarebbe stata la cosiddetta “Unione Europea”, cioè tra la Germania e la Francia. Non fu tra la Francia e l’Inghilterra o tra la Germania e l’Inghilterra.Un patto che oggi mostra tutti i suoi limitiE oggi la Germania, che volle quel tipo di accordo con la Francia, ha dettato le regole per 30-35, 40 anni. Oggi però, a distanza di qualche decennio da quel progetto, vediamo tutti l’effetto fallimentare. E la sfida principale consiste nell’evitare che la perdita della competitività si traduca in una ferita permanente nel continente europeo.Staremo a vedere se, a differenza dell’Italia che sta sempre zitta, la Germania alzerà la testa e dirà all’Unione Europea: basta con queste regole che hanno distrutto il tessuto industriale e la società.Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio MalvezziThe post La Germania si avvicina al punto di non ritorno: dichiareranno guerra all’UE? appeared first on Radio Radio.