Como, Fabregas verso l’esordio: «È una stagione dove devono prendersi responsabilità. Hanno fatto un capolavoro finora, ma adesso devono accettare cosa comporta»

Wait 5 sec.

Como, Cesc Fabregas ha parlato così in vista dell’esordio in Serie A contro l’Udinese. Le sue dichiarazioni in conferenza stampaIn vista dell’imminente debutto in campionato contro l’Udinese, la guida tecnica del Como, Cesc Fabregas, ha fatto il punto sul percorso di maturazione della propria squadra, chiamata ad affrontare un’annata densa di appuntamenti storici. L’allenatore ha evidenziato l’esigenza di resettare i successi passati per affrontare il nuovo ciclo: “È stata una bella crescita, poi alla fine la salvezza è la salvezza. Quest’anno si inizia da zero. Zero partite, zero punti. Tutte le squadre crescono, fanno mercato, vediamo come si partirà. Piano piano dobbiamo ritrovare chi eravamo l’anno scorso e provare a migliorare. Questa è una stagione molto speciale, facciamo tre competizioni, mai fatto prima d’ora. Abbiamo una squadra giovanissima, alcuni calciatori e membri dello staff non le hanno mai affrontate. Giocheremo ogni tre giorni. Ci sono tantissime incognite. La prima stagione di tante, ma niente pressione. La Champions è un regalo, ma Serie A e Coppa Italia sono molto importanti”.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoLe insidie del mercato aperto e la sfida all’UdineseAnalizzando la sovrapposizione tra le trattative di trasferimento e le gare ufficiali, il tecnico spagnolo ha espresso il proprio punto di vista sulle difficoltà di gestione del gruppo: “Non mi piace, ma a nessuno piace. Magari c’è un giocatore qui che tra 2-3 settimane giocherà da un’altra parte. Sappiamo però che è così. Aspettiamo che il mercato si chiuda velocemente, in 12-15 o 20 giocatori. Ora ci sono tanti dubbi, uno che ti dice una cosa o l’altra. Non è bello nemmeno per loro che sono amici, quando sanno che qualcuno andrà via. Un giorno cambieranno le regole e saremo più felici”.Spostando il focus sul primo avversario stagionale, la compagine lariana dovrà fare i conti con un’antagonista solida, pur potendo fare affidamento sulle proprie pedine principali: “Udinese squadra forte forte, in tutti gli aspetti. Tutta la squadra si conosce, tantissimo, da anni e con un allenatore preciso tutti insieme. Una squadra molto molto fisica, che gioca bene. Una partita dove metteremo tantissima attenzione, sarà una bella sfida. Sono convintissimo che se non saremo al top sarà una partita dove rischieremo di perdere punti. Nico Paz avrebbe potuto giocare 45 minuti, lui si sentiva un po’ affaticato a livello muscolare ma è normale. Non volevamo rischiare, ha giocato quanto doveva. Tutti sono a disposizione. Potrebbe giocare con l’Udinese”.La crescita dei giovani e l’identità tatticaL’allenatore ha poi riservato parole di stima per il rendimento del giovane Liberali: “Sono molto contento, davvero. Vederlo giocare a quel livello con Arsenal e Liverpool… poi è un ragazzo eccezionale. Sono molto contento. Quanto sarà lunga questa strada dipende da lui, ma se continua così sicuramente porterà tante cose a noi”.La risposta caratteriale emersa durante le amichevoli precampionato rappresenta la base d’impostazione per il futuro: “La personalità. Siamo andati a giocare contro Arsenal e Liverpool. È stata una partita incredibile. Ora abbiamo una squadra qua che lotta. Ho sentito una squadra con identità. Per la Champions non posso dire che siamo all’inizio, ma piuttosto al principio di un processo. Il risultato è importante sì, ma non è tutto. Dobbiamo sviluppare questi ragazzi giovani, adesso arriveranno squadre di Premier League e ti faranno sentire che alcuni possono andare anche in squadre importanti. Io verrò giudicato, ma nessuno mi farà cambiare la direzione per la costruzione di un’identità. La squadra e il club hanno una base importante”.In conclusione, la guida lariana ha stimolato i propri elementi più giovani a compiere il definitivo salto di qualità sul piano mentale: “Al 100% me lo aspetto. Lo devono fare, per forza. Sono in un contesto che non esiste, o almeno esiste ma in pochi posti. Ogni volta arriva gente ancora più giovane e devono crescere in fretta. Mi piace perché è una stagione dove devono prendersi responsabilità. Hanno fatto un capolavoro finora, ma adesso in questa posizione devono accettare cosa comporta. L’atmosfera sarà più difficile da gestire, anche la parte emozionale al Parco dei Principi o al Santiago Bernabéu dove non ti stanchi di giocare. Ce ne sono tanti che quest’anno dovranno prendere peso e fare passi più avanti”.