«È mai stato violento con te? Mi ha quasi uccisa e dà la colpa a me», i messaggi di Tania Terrin inviati all’ex di Dino Keber su Instagram

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«Tania mi aveva scritto il 20 aprile scorso per chiedermi se Dino era mai stato violento con me e fino a che punto». È da quel messaggio, arrivato pochi giorni dopo un’aggressione, che parte il racconto della donna che per sei anni ha avuto una relazione con Dino Keber, l’uomo che a Ferragosto ha ucciso la sua ex compagna Tania Terrin a Camponogara e poi si è tolto la vita. Le due donne non si conoscevano, ma Terrin aveva cercato proprio in lei una risposta, voleva capire se quella violenza che aveva appena subito fosse un caso isolato oppure facesse parte di un comportamento già visto in passato.Lo scambio di messaggi tra Tania Terrin e l’altra ex«Ciao, innanzitutto ti chiedo scusa se mi permetto di scriverti, penso tu sappia chi sono. Se vuoi puoi ignorare questo messaggio e non rispondermi. Ma spero che da donna a donna mi risponderai. Siccome vorrei capire con chi ho a che fare ti chiedo se Dino è mai stato violento con te e fino a che punto. Te lo chiedo perché sabato mi ha quasi uccisa e sta cercando di dare la colpa a me per le sue azioni», è il messaggio che Tania aveva inviato all’ex di Keber.La donna racconta di averle risposto mettendola in guardia. «Sì, mi metteva le mani addosso, e l’ha fatto anche con tutte le altre. Alla madre di sua figlia ha spaccato tutti i denti davanti. È pericoloso, e c’è la concreta possibilità che l’episodio si ripeta, ovviamente dando poi la colpa a te», è stata la risposta. Era il 20 aprile. Pochi mesi dopo, Tania è stata trovata morta sul divano di casa.Sei anni di violenzeQuesta ex aveva vissuto con Keber per sei anni. I primi tempi, racconta, erano stati diversi. «L’ho conosciuto come una persona solare, attiva, socievole», racconta al Gazzettino. Poi il rapporto era progressivamente degenerato. «Inizialmente capitava mi picchiasse circa una volta al mese, poi sempre più di frequente». Pugni, calci, minacce e aggressioni che l’avevano portata tre volte al pronto soccorso. Una sola volta, però, aveva denunciato l’uomo. «Sono andata dai carabinieri per tutelarmi da una sua eventuale denuncia che minacciava avrebbe sporto». Keber, racconta, sosteneva che lei avesse cercato di distruggergli la casa. La denuncia d’ufficio era poi scattata per violenza domestica. Nel frattempo lei aveva già tentato di interrompere la relazione, trasferendosi a 600 chilometri di distanza. Ma lui l’aveva raggiunta e convinta a tornare. Tra le giustificazioni, anche la sua malattia. «Diceva che non era colpa sua se diventava violento, che lui era una persona buona, ma la sua malattia lo trasformava in “Mr. Hyde”. Diceva proprio queste parole. Io mi sentivo in colpa a lasciarlo; credevo di essere l’unica che avrebbe potuto salvarlo. Vedevo lui come la vittima e io come il carnefice che voleva abbandonarlo a se stesso».«Mi sentivo io quella responsabile»È uno dei meccanismi che la donna oggi riconosce come parte della relazione abusante. Secondo il suo racconto, Keber avrebbe utilizzato anche la minaccia del suicidio per convincerla a non denunciarlo o a tornare sui propri passi. «Avevo il terrore quando sentivo una moto rallentare davanti casa mia, pensavo sempre fosse lui», racconta. Oggi dice di sentirsi al sicuro soltanto perché l’uomo è morto. «Il fatto è che non si doveva arrivare a questo. Andavano adottate le giuste misure prima. Tania si poteva salvare, si doveva salvare», conclude.L'articolo «È mai stato violento con te? Mi ha quasi uccisa e dà la colpa a me», i messaggi di Tania Terrin inviati all’ex di Dino Keber su Instagram proviene da Open.