Non solo l’Italia: il degrado (inevitabile) del modello UE arriva anche in Francia

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I dati ufficiali dell’INSEE certificano un progressivo deterioramento del mercato del lavoro in Francia nel secondo trimestre del 2026. Io ho alcune aziende che hanno clienti in Francia, per cui essendo il mercato francese interessante, dato che quando si fa strategia bisogna avere da parte degli imprenditori una visione dei mercati e dei contesti politici, economici, sociali, tecnologici, ambientali e anche del lavoro, voglio darvi queste informazioni: il tasso di disoccupazione è salito all’8,3%, toccando il livello più alto dal 2019. In soli 3 mesi altre 62.000 persone sono rimaste senza impiego, portando il totale dei disoccupati in Francia a 2,7 milioni di persone.E naturalmente la crisi occupazionale si accanisce in modo particolare sulla nuova generazione, con una disoccupazione giovanile — convenzionalmente considerata tra i 15 e i 24 anni — che balza al 21,6%.Il dramma dei NEET francesiE poi voglio darvi un’ulteriore informazione, cioè la percentuale dei NEET. NEET vuol dire Not in Employment, Education or Training, ed è un’espressione che si usa per definire le persone che non sono in uno stato di occupazione, studio o apprendimento. E che cosa vuol dire quindi NEET? Vuol dire che sono dei giovani che sono aumentati al 13,3% in Francia: i giovani che non studiano, i giovani che non lavorano e i giovani che non sono neanche in fase di apprendimento, cioè non stanno imparando un lavoro. Cioè sono quelle persone che diventeranno perdute nella vita, non avranno un lavoro, non avranno un ruolo.E naturalmente quindi, nonostante Emmanuel Macron, uno dei peggiori presidenti della storia, abbia promesso di raggiungere il pieno impiego entro la fine del mandato, e nonostante la Banque de France difenda la validità delle passate riforme strutturali e dei tagli ai sussidi, la strategia evidentemente è completamente fallimentare. Insomma, l’aumento della disoccupazione e il disagio sociale aprono una voragine politica per la maggioranza presidenziale prevista futura.Cosa significa questo per l’ItaliaOra, di queste questioni a noi interessa che cosa? Interessa il fatto che si descrive sempre l’Italia come il fanalino di coda, ma altri Paesi come la Francia e la Germania, all’interno di questa follia burocratica dell’Unione Europea, stanno a distanza di circa una generazione distruggendo lo Stato, distruggendo la società e soprattutto distruggendo le famiglie.Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio MalvezziThe post Non solo l’Italia: il degrado (inevitabile) del modello UE arriva anche in Francia appeared first on Radio Radio.