di Giuseppe Gagliano – L’Arabia Saudita starebbe valutando una nuova offensiva terrestre nello Yemen per sottrarre agli Houthi la costa occidentale sul Mar Rosso, lungo l’asse strategico che da Bab el Mandeb attraversa Mokha e raggiunge Hodeidah. Una decisione non sarebbe ancora stata presa, ma il ritorno dell’opzione militare mostra la crescente preoccupazione di Riad per la sicurezza delle rotte marittime e delle proprie infrastrutture energetiche.Da mesi i sauditi lavorerebbero alla riorganizzazione delle formazioni yemenite ostili agli Houthi, cercando di trasformare gruppi spesso divisi da interessi politici e territoriali differenti in una forza maggiormente coordinata. L’obiettivo sarebbe evitare una nuova invasione saudita diretta, affidando le operazioni terrestri alle milizie locali sostenute finanziariamente e logisticamente da Riad, oltre che attraverso intelligence e copertura aerea.Ad aumentare la pressione sulla monarchia sono gli attacchi degli Houthi contro il traffico marittimo e gli obiettivi sauditi. La rivendicazione di un attacco con velivoli senza pilota contro una raffineria Aramco a Jazan ha mostrato come le infrastrutture energetiche del regno continuino a essere vulnerabili nonostante la tregua che negli ultimi anni aveva ridotto l’intensità del conflitto.Il controllo della fascia costiera avrebbe un’importanza strategica considerevole. Bab el Mandeb collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all’Oceano Indiano ed è uno dei principali passaggi delle rotte commerciali tra Asia ed Europa. Hodeidah rappresenta invece il principale accesso marittimo alle regioni controllate dagli Houthi. La perdita del porto ridurrebbe le loro entrate e renderebbe più difficili i rifornimenti, aumentando contemporaneamente la pressione politica su Sana’a.Un attacco contro Hodeidah comporterebbe tuttavia pesanti rischi umanitari, poiché il porto è fondamentale anche per l’ingresso di alimenti e aiuti destinati alla popolazione yemenita. Una battaglia prolungata potrebbe quindi trasformare un successo militare in un grave problema politico per Riad.Anche sul terreno un’offensiva sarebbe complessa. Le forze sostenute dall’Arabia Saudita potrebbero contare sulla superiorità aerea e su maggiori risorse, ma gli Houthi hanno accumulato una lunga esperienza nella guerra irregolare e dispongono di mine, missili anticarro, artiglieria, imbarcazioni esplosive e velivoli senza pilota. Potrebbero evitare battaglie frontali e concentrare gli attacchi sulle retrovie e sulle linee di rifornimento degli avversari.Resta inoltre il problema della frammentazione delle forze yemenite contrarie agli Houthi. Alcune sostengono il governo riconosciuto internazionalmente, altre perseguono l’autonomia del Sud, mentre altre ancora rispondono a comandanti locali e sostenitori stranieri differenti. La conquista di nuovi territori potrebbe quindi riaprire rapidamente la competizione per il loro controllo.Soprattutto, occupare la costa non significherebbe eliminare la minaccia alla navigazione nel Mar Rosso. Missili e velivoli senza pilota possono essere lanciati anche dalle regioni interne dello Yemen, utilizzando postazioni mobili difficili da individuare. Per neutralizzare completamente queste capacità sarebbe necessario estendere le operazioni verso le montagne e i principali centri dello Yemen settentrionale, tornando così al tipo di guerra che l’Arabia Saudita ha già combattuto per anni senza conseguire una vittoria decisiva.Per Riad la posta in gioco è anche economica. I porti della costa occidentale saudita e l’oleodotto che permette di trasferire il greggio dal Golfo Persico al Mar Rosso costituiscono un’alternativa strategica allo stretto di Hormuz. Questa possibilità perde però parte del proprio valore se Bab el Mandeb rimane esposto agli attacchi degli Houthi, capaci di aumentare i costi assicurativi e costringere le compagnie di navigazione a scegliere la più lunga rotta intorno all’Africa.Una nuova offensiva rischierebbe infine di coinvolgere maggiormente l’Iran, che considera gli Houthi uno strumento strategico per esercitare pressione sull’Arabia Saudita e sulle rotte regionali. Teheran potrebbe intensificare il sostegno militare e tecnologico al movimento, aumentando a sua volta la capacità di colpire il territorio saudita.Riad si trova quindi davanti a una scelta difficile. Lasciare immutata la situazione significa consentire agli Houthi di mantenere una forte capacità di pressione sul Mar Rosso. Tornare all’offensiva significa invece rischiare di riaprire una guerra costosa e dalle conseguenze imprevedibili. La conquista di Hodeidah potrebbe modificare gli equilibri militari, ma difficilmente risolverebbe il conflitto: gli Houthi potrebbero perdere parte della costa senza perdere la capacità di continuare la guerra.