Inchiesta arbitri: anche la Procura della FIGC verso l’archiviazione

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Lun, 17 Ago 2026La decisione della Procura federale è attesa per il mese di settembre, entro i 60 giorni previsti per l’esame della documentazione acquisita.DiRedazioneCondividi l'articoloGianluca Rocchi (Foto: screenshot da video)Anche sul fronte della giustizia sportiva l’inchiesta sul mondo arbitrale sembra destinata a chiudersi senza conseguenze di particolare rilievo. Secondo quanto riportato da Il Giornale, la Procura federale della FIGC si starebbe infatti orientando verso l’archiviazione, arrivando così a una conclusione sostanzialmente analoga a quella già maturata nell’ambito dell’indagine penale condotta dalla Procura di Milano.Il fascicolo è finito sul tavolo del procuratore federale Giuseppe Chinè, chiamato a esaminare gli atti dell’inchiesta milanese che aveva coinvolto, tra gli altri, l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, nei confronti del quale il pm Paolo Ascione aveva ipotizzato il reato di frode sportiva. L’indagine penale si è tuttavia conclusa con una richiesta di archiviazione e, stando alle indiscrezioni raccolte dal quotidiano, anche il procedimento sportivo dovrebbe seguire la stessa strada.La decisione della Procura federale è attesa a settembre, entro i 60 giorni previsti per l’esame della documentazione acquisita. Dopo avere passato al vaglio intercettazioni e altri elementi contenuti nel fascicolo, Chinè non avrebbe individuato condotte tali da giustificare l’apertura di un procedimento disciplinare, con l’eccezione di alcune telefonate attribuite ad Andrea Butti, dirigente della Lega Serie A, considerate comunque soltanto “inopportune”.Nel corso degli approfondimenti la Procura FIGC avrebbe inoltre ascoltato alcuni arbitri che non erano stati direttamente coinvolti nel procedimento penale, chiedendo loro se avessero mai subito pressioni o interferenze esterne. Anche da queste audizioni non sarebbero emersi elementi in grado di confermare l’esistenza di condizionamenti sulle decisioni arbitrali.Una conclusione che sembra andare nella stessa direzione delle parole pronunciate nei giorni scorsi da Daniele Orsato, nuovo responsabile della CAN, al termine del ritiro precampionato degli arbitri a Cascia: «Non c’è nulla di cui dobbiamo vergognarci!». Il quadro giudiziario si avvia dunque verso una definizione, mentre sul piano operativo sono comunque attesi alcuni cambiamenti nella gestione della classe arbitrale.Tra questi non dovrebbe rientrare la cancellazione di Open VAR, il programma settimanale realizzato con DAZN attraverso il quale il designatore e i suoi collaboratori analizzano gli episodi arbitrali più discussi della giornata di campionato. Nonostante le perplessità manifestate da una parte degli arbitri e da alcuni club, la trasmissione dovrebbe ripartire dopo la terza giornata di Serie A, con il rinvio legato principalmente a questioni tecniche.La novità più significativa riguarderà invece l’utilizzo del VAR. Durante la gestione Rocchi era stata adottata una linea improntata al principio del «meglio una revisione in più che una in meno», mentre con Orsato l’orientamento dovrebbe cambiare: l’arbitro sarà richiamato al monitor soltanto in presenza di un errore considerato chiaramente ed evidentemente tale.Un’altra modifica interesserà i rapporti tra società e vertici arbitrali. Le norme vietano ai club di contattare direttamente il designatore e, proprio per questo, il ruolo di interlocutore dovrebbe essere affidato al direttore tecnico Domenico Messina, che avrà anche il compito di gestire il dialogo con i media.Sul fronte politico, infine, si prepara una nuova partita all’interno dell’Associazione Italiana Arbitri. Francesco Massini, attuale vicepresidente dell’AIA, ha annunciato la propria candidatura alla presidenza in vista delle elezioni in programma il prossimo 10 ottobre.Developed by 3x1010