Iran, oggi scadono i 60 giorni del Memorandum. Teheran: “Irrilevante dopo le violazioni Usa” – La diretta

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 L’Iran starebbe preparando un’escalation nel conflitto con gli Usa. Lo riporta il Wall Street Journal che riferisce di “un piano segreto dell’Iran per intensificare la guerra”. Secondo quanto riportato alcune informazioni di intelligence suggeriscono un cambiamento strategico da parte dei leader più intransigenti per aumentare i costi per gli Stati Uniti e i loro alleati regionali. Oggi scadono i 60 giorni previsti dal memorandum d’intesa del 17 giugno tra Teheran e Washington. Guerra in Iran – La diretta Inizio diretta: 17/08/26 10:00 Fine diretta: 18/08/26 00:00 Punti chiave 10:54 Kurdistan: "Droni di Teheran attaccano ufficio premier" 10:54 Kallas: "Riaprire lo Stretto di Hormuz deve essere una priorità" 10:44 Teheran: "Colloqui con Oman sullo Stretto di Hormuz proseguono" 10:34 Teheran: "Dopo violazioni Usa scadenza di 60 giorni è irrilevante" 10:54 17/08/26 Kurdistan: "Droni di Teheran attaccano ufficio premier" Il primo ministro della regione del Kurdistan Masrour Barzani, ha dichiarato che droni iraniani hanno colpito il suo ufficio personale e l’abitazione del capo dell’agenzia di sicurezza e intelligence. “Sulla base delle informazioni e delle indagini condotte dalla Direzione antiterrorismo, è stato accertato che il mio ufficio personale e la residenza del capo dell’agenzia sono stati oggetto oggi di attacchi iraniani con droni”, ha scritto su X Barzani. “Condanno con la massima fermezza questi attacchi avventati e inaccettabili e ribadisco che essi costituiscono una grave escalation e una minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità della regione”, ha spiegato, aggiungendo e che gli attacchi “non ci impediranno di continuare a svolgere i nostri compiti e a proteggere i nostri cittadini”. Secondo quanto dichiarato dal governo regionale, non si sono registrate vittime.  10:54 17/08/26 Kallas: "Riaprire lo Stretto di Hormuz deve essere una priorità"  La riapertura dello Stretto di Hormuz deve essere una priorità, mentre resta necessario proseguire gli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran e contenere il programma nucleare di Teheran. Lo afferma l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, in un’intervista a Welt. “Gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran sono in pieno svolgimento, ma non è certo che i colloqui avranno successo”, afferma Kallas, sottolineando come sia evidente che “le due parti non si fidano l’una dell’altra”. Secondo la responsabile della diplomazia europea, il blocco dello Stretto di Hormuz sta avendo pesanti conseguenze a livello globale. “Il mondo sta pagando un prezzo elevato per la chiusura dello stretto”, afferma. “La libertà di navigazione deve rimanere garantita e non deve essere gravata da tasse”, prosegue Kallas. “La riapertura dello Stretto di Hormuz deve essere una priorità”, aggiunge, sottolineando tuttavia che anche il contenimento del programma nucleare iraniano deve rimanere “assolutamente all’ordine del giorno”. Nell’intervista, l’Alta rappresentante Ue interviene anche sul conflitto tra Israele e palestinesi, ribadendo che “l’unica soluzione di lungo periodo resta quella dei due Stati”, in grado di consentire alle due parti di vivere in sicurezza. “Stiamo lavorando per mantenere viva questa prospettiva e anche le nostre due missioni dell’Ue sul posto, appena prorogate, contribuiscono a questo obiettivo”, afferma Kallas. Secondo la responsabile della politica estera europea, il piano di pace per Gaza del presidente statunitense Donald Trump offre “l’opportunità di fare un passo avanti”. Tuttavia, avverte, “la crescente violenza dei coloni e la mancanza di progressi nel disarmo di Hamas stanno compromettendo i progressi in questa direzione”.  10:44 17/08/26 Teheran: "Colloqui con Oman sullo Stretto di Hormuz proseguono"  I colloqui tra Teheran e Oman sullo Stretto di Hormuz proseguono. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, in una conferenza stampa citata da Al Jazeera spiegando che le le discussioni su una rotta di transito marittimo proseguono nel contesto di quelle che la Repubblica Islamica ha definito complessità in materia di sicurezza. “L’elaborazione del piano per le rotte di transito marittimo con l’Oman si è rivelata lunga e complessa a causa delle problematiche di sicurezza derivanti dalle azioni degli Stati Uniti e del regime israeliano, dal numero di attori coinvolti e dall’ostruzionismo di elementi destabilizzanti”, ha dichiarato Baghaei.   “La questione è intrinsecamente complessa. L’insicurezza imposta allo Stretto di Hormuz, alla regione e al mondo è il risultato dell’azione militare illegale degli Stati Uniti e del regime israeliano”, ha aggiunto. 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Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, in una conferenza stampa citata da Al Jazeera. “Nel memorandum d’intesa non è presente alcuna disposizione che faccia riferimento a una ‘scadenza di 60 giorni’, e la Repubblica islamica dell’Iran non formula mai le proprie politiche sotto pressione, ultimatum o limiti di tempo”, ha affermato. Il memorandum, ha spiegato il portavoce, prevedeva un periodo di 60 giorni per i colloqui su due questioni, “la revoca delle sanzioni” e “la questione nucleare”, aggiungendo che il periodo avrebbe potuto essere esteso se non si fosse raggiunto un accordo. “A causa della grave e diffusa violazione del memorandum da parte degli Stati Uniti poche settimane dopo la sua firma, non sono stati avviati colloqui. 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