Da anni, ormai, manca una coerente difesa intellettuale dell’Occidente. E ci voleva una non occidentale, europea e poi americana d’adozione, per sottolineare l’importanza dei nostri valori.Dal primo al secondo esilioStiamo parlando di Ayaan Hirsi Ali e del suo giornale online “Restoring the West”. Somala, emigrata in Olanda, ex deputata del partito liberale VVD, è tuttora condannata a morte dai jihadisti perché aveva collaborato con il regista Theo Van Gogh alla realizzazione del film Submission.Van Gogh è stato pugnalato ad Amsterdam nel 2004, sul suo corpo è stata trovata la condanna per Ayaah Hirsi Ali. Con un passato così, come puoi avere dubbi che l’Occidente, la sua legge e la sua civiltà, siano migliori della tirannia religiosa da cui stai scappando?Hirsi Ali si è trasferita dall’Olanda agli Usa, quando il Paese d’adozione europeo, una volta finita la carriera in Parlamento, non ha più garantito la sua incolumità, quando anche i vicini di casa si sono sentiti minacciati dalla sua stessa presenza. Se ne è andata senza rancore per un Paese che le ha dato molto negli anni del primo esilio, ma nel secondo esilio, americano, ha trovato veramente la terra della libertà.Ha costituito la “Aha Foundation” nel 2007 per la promozione delle libertà occidentali ed è diventata membro dell’American Enterprise Institute, uno dei più prestigiosi think tank conservatori. Nel 2011 ha sposato lo storico britannico Niall Ferguson, uno dei maggiori e più attivi esponenti del pensiero conservatore contemporaneo. E nel 2024, dopo un lungo periodo di limbo, fuori dall’islam ma senza aderire ad altri credo, si è convertita al cristianesimo anglicano.Il manifesto“Restoring the West” colpisce a destra e a manca. Ma con rigore e con coerenza. Se pubblica articoli contro Tucker Carlson e la “woke right” e nello stesso numero spara a zero contro Alexandria Ocasio Cortez, è perché sono entrambe minacce all’ordine occidentale, sono due facce della stessa medaglia.Il manifesto del progetto è aria fresca per chiunque sia insofferente alla nuova ondata di collettivismo. La nostra crisi è descritta in termini molto precisi e in modo sintetico:La civiltà che ha dato al mondo la libertà individuale, il governo della legge, l’indagine scientifica e la dignità umana è sotto assedio – non principalmente da nemici esterni, ma da un collasso interno. Molte delle nostre istituzioni sono state espugnate. Troppe delle nostre università insegnano agli studenti a disprezzare la propria ricca eredità culturale. I nostri media amplificano ogni risentimento dell’ideologia di sinistra, ignorando le minacce di ideologie e forze intolleranti. Ai nostri leader manca il vocabolario stesso e la forza d’animo per difendere ciò che abbiamo costruito. Nel frattempo, ideologie illiberali – dall’islamismo politico alla politica identitaria postmoderna – avanzano senza controllo, chiedendo la sottomissione all’identità di gruppo rispetto alla coscienza individuale, la censura sulla libertà di parola e la lealtà tribale rispetto ai diritti umani universali. Liberali classici e conservatori? Troppo spesso stiamo perdendo. Vinciamo le elezioni, ma perdiamo la battaglia culturale.Ad esempio:Combattiamo persino guerre per liberare popoli oppressi in altre nazioni, eppure non riusciamo a spiegare – né agli stranieri né ai nostri stessi cittadini – gli assoluti morali che ci impongono di usare il nostro potere contro il male, come il culto della morte che ha costituito il sistema operativo del regime islamista iraniano.I punti programmatici che Ayaan Hirsi Ali considera imprescindibili per la difesa dell’Occidente sono cinque: fede e famiglia, libertà di educazione, governo della legge (“senza il quale siamo sudditi e non cittadini”), nazione e cittadinanza (contro un’immigrazione incontrollata), difesa dei valori occidentali nell’arte, nella cultura e nei media.Ayaan Hirsi Ali, ex musulmana, ritiene che sia fondamentale “difendere i valori giudaico-cristiani senza chiedere scusa”. Perché:Le caratteristiche che hanno reso la nostra civiltà un luogo unico in cui tutti possono prosperare affondano le loro radici nella tradizione giudeo-cristiana: libertà individuale, uguaglianza davanti alla legge, libertà di coscienza e di espressione e dignità di ogni essere umano. Questi valori hanno costruito società libere. Questi valori sono ora sotto attacco.La chiarezza moraleChe sia una non occidentale a re-insegnarci i valori dell’Occidente è un fatto che dovrebbe preoccuparci, anche se non è nuovo. Fu Ayn Rand, fuggita dalla Russia bolscevica, a riscoprire la grandezza dei valori alla base del capitalismo americano, nel primo Dopoguerra e nel “decennio rosso”. Furono altri dissidenti sovietici a farci capire, nel secondo Dopoguerra, l’importanza della libertà individuale anche quando andavano di moda marxismi di varie gradazioni.La testimonianza di Ayaan Hirsi Ali nell’America del nuovo secolo è altrettanto importante, sempre per lo stesso motivo: ha visto cosa sia l’inferno, ci sta pregando di non finirci dentro volontariamente.Non sono fuggita da una forma di oppressione per tollerarne un’altra. Non fingerò che tutte le culture siano uguali, che tutte le idee siano ugualmente valide o che possiamo restaurare l’Occidente attraverso eufemismi ed elusioni. La chiarezza morale non è estremismo, è la condizione preliminare per l’azione morale.L'articolo “Restoring the West”, ecco come vincere la battaglia culturale proviene da Nicolaporro.it.