Erano in vacanza in Puglia quando la figlia di una coppia di turisti americani ha iniziato a non sentirsi bene. Preoccupati, i genitori l’hanno portata all‘ospedale di Monopoli-Fasano, dove la bambina è stata sottoposta ad alcuni controlli e ha trascorso una notte. Il mattino dopo, visto che stava bene, ed è stata dimessa. È dopo qualche ora che i genitori ricevono una chiamata in cui viene comunicato loro un conto di circa 1.700 euro. Il racconto della famiglia ha sollevato subito i dubbi dei sindacati dei medici che sono intervenuti per difendere la famiglia.La bambina portata in ospedale per qualche linea di febbreEra il 10 agosto quando la bambina si è svegliata con qualche linea di febbre. Il padre, preoccupato, decide di portarla al Pronto soccorso per un controllo. Come raccontano i genitori al Corriere della Sera, in ospedale i medici le hanno fatto gli esami del sangue e delle urine e hanno deciso di tenerla sotto osservazione per una notte. La mattina dopo la bambina stava bene e i genitori sono andati a riprenderla per portarla in albergo con loro.Una richiesta di pagamento per telefonoLa sorpresa è arrivata poche ore dopo la dimissione quando i genitori sono stati contattati per telefono e informati del fatto che avrebbero dovuto pagare circa 1.700 euro per l’assistenza ospedaliera. Una richiesta che inizialmente ha insospettito la famiglia, «Chiedere soldi per telefono ci è sembrato un fatto irrituale. Poteva trattarsi anche di una truffa», hanno raccontato. I genitori hanno quindi chiesto di ricevere la fattura via e-mail e il documento ha confermato l’importo di 1.662 euro.I dubbi sulla richiesta: «Errori evidenti»La vicenda ha subito suscitato le critiche di alcuni rappresentanti dei medici pugliesi, che hanno messo in dubbio soprattutto il modo in cui è stata calcolata la cifra. Antonio Mazzarella, responsabile del Dipartimento Politiche per la salute della Cgil pugliese, ha parlato di «errori evidenti» nelle indicazioni inserite nella piattaforma informatica Edotto, che hanno portato all’emissione di una fattura sbagliata. «Non so se per inesperienza o a sciatteria di qualcuno. Sembra una vicenda a metà tra un tentativo di truffa e di mala amministrazione», aggiunge Mazzarella. Dubbi simili sono stati espressi da Stefano Andreasciani, consigliere regionale di Anaao Assomed, secondo cui i problemi potrebbero dipendere proprio dai sistemi informatici utilizzati. «Abbiamo ribadito al presidente della Regione, Antonio Decaro, e all’assessore Donato Pentassuglia che i nostri sistemi informatici non funzionano. Usando un eufemismo, direi che fanno piangere» ha aggiunto.La spiegazione dell’Asl puglieseL’ospedale ha però difeso la richiesta spiegando che la bambina risiede all’estero e quindi non è iscritta al Servizio sanitario nazionale. La cifra, ha spiegato l’ospedale, è stata quindi calcolata «applicando quanto previsto per la contabilizzazione delle prestazioni sanitarie erogate a favore dei pazienti stranieri». In più l’ospedale rassiucra che non si tratta di una truffa perché i prezzi sono elaborati automaticamente proprio dal sistema informativo Edotto.L'articolo Deve pagare 1700 euro per una notte in ospedale, la bimba americana e la richiesta dell’Asl di Bari: «Pensavamo a una truffa» proviene da Open.