È Natalie Portman la misteriosa M? Il romanzo che ha acceso il gossip prima ancora di uscire

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Life of M non è ancora arrivato nelle librerie, eppure intorno al nuovo romanzo di Rachel Cusk si è già sviluppata una piccola indagine collettiva. Al centro c’è Natalie Portman e una domanda alla quale, almeno per il momento, nessuno può dare una risposta certa: è davvero lei la donna nascosta dietro M, l’attrice raccontata nel libro?Il romanzo uscirà il 25 agosto nel Regno Unito e negli Stati Uniti, ma le copie distribuite in anteprima hanno già alimentato articoli, supposizioni e confronti minuziosi tra la vita della protagonista e quella dell’attrice premio Oscar. Le somiglianze esistono e sono abbastanza precise da aver acceso immediatamente la curiosità, ma né Cusk né Portman hanno confermato che il personaggio sia effettivamente ispirato a lei.È proprio questa incertezza a rendere il caso interessante. Life of M arriva infatti in un momento in cui l’autofiction è diventata una delle forme narrative più discusse e studiate della letteratura contemporanea, anche per la sua capacità di intercettare una nostra tendenza sempre più evidente: voler conoscere ciò che sta dietro alla storia, capire quanto ci sia di vero e individuare le persone reali eventualmente nascoste tra le pagine.Quando poi il dubbio non riguarda soltanto lo scrittore, ma coinvolge una delle attrici più famose al mondo, il confine tra critica letteraria, curiosità e gossip diventa inevitabilmente più difficile da individuare.Foto: google creative commons Life of M di Rachel Cusk: perché tutti pensano a Natalie PortmanLa protagonista di Life of M è una scrittrice, facilmente associabile alla stessa Cusk, che si propone di raccontare la vita di una celebre attrice. Quell’attrice è M e diversi dettagli disseminati nel romanzo hanno portato giornalisti e critici a cercare immediatamente un collegamento con Natalie Portman.M è stata un’attrice bambina e avrebbe interpretato molto giovane un ruolo capace di porre bruscamente fine alla sua infanzia. Il riferimento ha fatto pensare a Léon, film del 1994 che Portman girò quando aveva appena 12 anni e che ancora oggi occupa un posto complesso nella ricostruzione dei suoi primi anni di carriera.C’è poi la ballerina. Nel romanzo uno dei ruoli di maggior successo interpretati da M è proprio quello di una danzatrice, mentre Portman ha vinto l’Oscar nel 2011 per Nina Sayers, la protagonista de Il cigno nero. A rendere ancora più suggestiva l’associazione c’è una campagna pubblicitaria: M appare in una pubblicità onnipresente, circondata da fiori, mentre Natalie Portman è da anni uno dei volti di Dior ed è apparsa nelle campagne del profumo Miss Dior, spesso caratterizzate proprio da scenografie floreali.Presi singolarmente potrebbero essere dettagli casuali. Messi uno accanto all’altro, hanno inevitabilmente fornito abbastanza materiale perché la critica iniziasse a trattarli come indizi.Booker Prize 2026, annunciata la longlist: perché questo premio può cambiare il destino di un romanzoRachel Cusk e Natalie Portman si conoscono davvero?A rendere il caso ancora più intrigante c’è il fatto che Rachel Cusk e Natalie Portman non siano due perfette sconosciute. Il loro rapporto, almeno per quanto è noto pubblicamente, è stato definito amichevole, anche se non particolarmente stretto.Portman ha manifestato più volte la propria ammirazione per la scrittrice. Nel 2022 l’aveva intervistata durante una diretta social, definendola una delle sue autrici preferite, mentre attraverso il suo Natalie’s Book Club aveva scelto e consigliato alcuni dei libri di Cusk. Un rapporto pubblico di stima che oggi viene inevitabilmente riletto alla luce di Life of M.Il ritratto di M, infatti, sarebbe tutt’altro che indulgente. Secondo chi ha letto il libro in anteprima, l’attrice viene rappresentata come una donna che fatica a essere autentica, quasi costantemente impegnata a interpretare una versione di sé stessa costruita per lo sguardo degli altri. Il Telegraph è arrivato a parlare di un «assassinio letterario», mentre altri commentatori hanno insistito sulla durezza con cui Cusk tratteggia il personaggio.È però proprio a questo punto che occorre distinguere gli indizi dai fatti. M diventa Natalie Portman nel momento in cui iniziamo a leggerla attraverso la sua biografia, ma Cusk non ha mai confermato questa identificazione e alcuni critici che hanno letto il romanzo sostengono apertamente che considerare le due figure sovrapponibili sia una semplificazione. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Faber Books (@faberbooks)Autofiction, perché vogliamo sapere a tutti i costi cosa è veroÈ qui che Life of M smette di essere soltanto il possibile romanzo su Natalie Portman e diventa qualcosa di più interessante. L’autofiction ha costruito buona parte del proprio fascino precisamente sull’impossibilità di stabilire un confine netto tra esperienza e invenzione.Autori come Emmanuel Carrère e Walter Siti, pur attraverso poetiche e percorsi profondamente diversi, hanno contribuito a rendere familiare un patto narrativo nel quale il lettore riconosce persone, esperienze e dettagli appartenenti alla realtà senza poter stabilire fino a che punto quella realtà sia stata conservata, modificata o completamente riscritta. Il dato autobiografico esiste, ma la sua presenza non garantisce necessariamente la verità di ciò che stiamo leggendo.È un meccanismo particolarmente efficace oggi, quando siamo abituati alla possibilità di conoscere quasi tutto degli altri. Social network, interviste, podcast, memoir e immagini quotidiane ci hanno dato l’impressione di poter accedere con una facilità senza precedenti alle vite altrui, soprattutto quando si tratta di personaggi famosi. Davanti a un romanzo che ci nega deliberatamente la possibilità di distinguere il vero dal falso, la reazione diventa allora quasi automatica: proviamo a risolvere il dubbio che la letteratura ci ha consegnato.Cerchiamo interviste, confrontiamo date, recuperiamo fotografie e mettiamo una biografia accanto all’altra, trasformando così la lettura in una forma di investigazione che continua ben oltre le pagine del libro.Foto: Instagram @natalieportmanNatalie Portman e Life of M: quando l’autofiction incontra il gossipNel caso di Cusk, però, accade qualcosa in più. Una delle domande che tradizionalmente accompagnano l’autofiction riguarda l’autore: quanto di quello che sta raccontando gli è successo veramente? In Life of M l’interrogativo si sposta invece sul possibile modello di un altro personaggio. Quando quel modello potrebbe essere Natalie Portman, la curiosità letteraria incontra inevitabilmente il gossip.Da quel momento ogni dettaglio assume un peso diverso. Non ci si domanda più soltanto quale funzione abbia M nel romanzo, ma chi sia davvero. Non si analizza esclusivamente il modo in cui Cusk costruisce il personaggio, perché si cercano contemporaneamente conferme nella biografia di Portman. Persino il rapporto tra le due donne viene riletto retroattivamente, alla ricerca di un episodio, una confidenza o un’eventuale frattura che possa spiegare la durezza del ritratto. Ed è qui che emerge il paradosso più interessante: stiamo cercando di scoprire la verità su un romanzo che sembra interrogarsi proprio sulla possibilità di raccontare davvero la verità di qualcun altro.Perché una biblioteca aperta da Dua Lipa vale più di una linea beautyNatalie Portman è davvero M? Gli indizi che non tornanoA complicare ulteriormente la questione sono proprio alcuni critici che hanno avuto accesso al romanzo. Laura Miller su Slate, per esempio, ha sostenuto esplicitamente che Life of M non sia affatto un libro su Natalie Portman.Nel romanzo esistono contraddizioni, passaggi volutamente ambigui e scelte narrative che sembrano allontanare la possibilità di una corrispondenza perfetta tra M e una persona reale. La stessa voce narrante contribuisce a rendere instabile ciò che leggiamo, utilizzando a un certo punto un enigmatico “noi” del quale non è immediatamente chiaro il referente.C’è poi un elemento ancora più significativo. Quando M incontra nuovamente la scrittrice verso la conclusione del romanzo, contesta il modo in cui è stata rappresentata: sostiene di non essere la persona insensibile descritta nel libro e definisce quel ritratto doloroso e pieno di errori fattuali.A quel punto la domanda cambia. Non riguarda più soltanto Natalie Portman, ma chi abbia il diritto di raccontare la vita di un’altra persona e quanto quel racconto possa mai coincidere con l’immagine che quella persona ha di sé stessa. Una distanza che diventa ancora più complessa quando tra chi racconta e chi viene raccontato si inseriscono memoria, interpretazione e finzione letteraria.Natalie Portman incinta, la rara foto con il pancioneIl vero caso Natalie Portman forse siamo noi lettoriÈ probabilmente questo l’aspetto più affascinante del dibattito nato intorno a Life of M. Un romanzo non ancora pubblicato è già stato trasformato in un caso e analizzato attraverso la biografia di una donna che potrebbe non esserne nemmeno la protagonista.Forse M contiene qualcosa di Natalie Portman, forse contiene persone diverse, forse Cusk ha disseminato intenzionalmente dettagli riconoscibili sapendo che il lettore avrebbe tentato di ricomporli, oppure l’identificazione dice più del nostro modo di osservare le celebrità che delle reali intenzioni della scrittrice.In fondo, la domanda «M è Natalie Portman?» è molto più seducente di una risposta definitiva. È quella domanda a spingerci a confrontare Léon con le pagine del romanzo, Il cigno nero con la ballerina descritta da Cusk, le campagne Dior con i fiori che circondano M e persino una vecchia intervista tra le due donne con il rapporto raccontato nella finzione.Ed è forse qui che letteratura e gossip, apparentemente così distanti, scoprono di avere qualcosa in comune: entrambi intercettano il desiderio di sapere cosa accade quando la porta si chiude e ciò che resta fuori dallo sguardo pubblico diventa più interessante di quello che possiamo vedere.Life of M deve ancora arrivare in libreria, eppure siamo già alla ricerca della donna reale che potrebbe nascondersi dietro M. Forse è proprio questo il risultato più interessante ottenuto da Cusk prima ancora della pubblicazione: averci spinto a cercare una verità che il romanzo potrebbe non avere alcuna intenzione di rivelare.| Da Rumors.it