L’esplosione nel deposito della Knds Ammo Italy a Colleferro è stata festeggiata dai bot russi. E quindi la procura di Velletri indaga anche su possibili collegamenti tra lo scoppio nell’impianto a 50 chilometri da Roma e le fabbriche esplose in Bulgaria. Anche quelle producevano armi. Il caso, ricorda oggi Repubblica, risale al 10 agosto. Tre giorni prima del cratere da 10 metri nel sito romano. Quel giorno è saltato in aria il deposito della Emco a Beliča. Ovvero una delle aziende che fanno munizioni per l’esercito ucraino.La doppia esplosione«Un camion ha preso fuoco nei pressi del deposito», ha fatto sapere il ministro dell’Interno bulgaro, Ivan Demerdjiev. Il procuratore capo di Velletri, Carlo Villani, sta coordinando le indagini sull’esplosione alla Knds. Si cercano quindi punti di contatto. A parte il fatto che l’esplosione non ha fatto vittime. Incidente o sabotaggio? L’indagine è per disastro colposo nei confronti di ignoti. Il responsabile dell’azienda e i 12 lavoratori (su 24) che erano nell’impianto ma a 500 metri dai magazzini sono stati sentiti dagli inquirenti.L’indagineIntanto i Ris hanno fatto un sopralluogo, prelevando campioni di materiali da esaminare in laboratorio. Tra questi la gelatina, che è un esplosivo ad alto potenziale. Hanno mappato l’area con il laser scanner per ricavare una ricostruzione in 3D dell’epicentro dell’esplosione. Si parte da un dato: prima dell’esplosione c’è stato un incendio. Per questo i militari adesso stanno esaminando telecamere e celle telefoniche della zona. Per capire se per caso qualche estraneo sia entrato nella fabbrica. Magari con un telefono in tasca.L'articolo L’esplosione a Colleferro, i russi e l’indagine: «Forse un sabotaggio» proviene da Open.