Attilio Fontana chiede la testa di Matteo Salvini. Prima delle elezioni. Il presidente della Regione Lombardia e storico dirigente della Lega parla in un’intervista al Corriere della Sera. E dopo i sussurri sulla leadership di Salvini è il momento delle grida: «Chiediamo di rivedere in modo sostenibile ed effettivo l’impostazione del partito». E sul passo indietro del vicepremier: «Nessuna soluzione va esclusa a priori. La Lega non teme il rinnovamento».Fontana e Salvini«I nostri militanti, non solo in Lombardia ma in tutto il Nord, ascoltano i cittadini e segnalano un malessere. Nel direttivo, con il segretario Massimiliano Romeo, abbiamo dato voce a questo malessere e alle esigenze di amministratori e cittadini, proponendo valutazioni politiche a partire da un dato di fatto: siamo passati dal 34 al 5 per cento dei voti. Insomma, il problema c’è, e quindi è opportuno lavorare per trovare una via d’uscita da questo declino e arrivare a una soluzione è utile non soltanto per la Lega, ma per tutto il centrodestra», dice Fontana. La soluzione, secondo il governatore, è «valorizzare le nostre ricchezze: e il nostro primo capitale sono i tanti amministratori locali, che interpretano quotidianamente la concretezza che noi chiediamo alla Lega».Una pluralità di personeE dice di riferirsi a «una pluralità di persone che stanno lavorando per proporre un nuovo luogo di dibattito. A un’associazione larga e aperta a discutere sui temi importanti come, per esempio, la modernizzazione dello Stato. Sono ancora più convinto che si debba andare verso il federalismo, la maggiore autonomia delle amministrazioni locali, che agiscono con la concretezza che serve ai territori e che sono a contatto con il mondo economico, ricevono le domande di chi lavora e produce ricchezza e per questo chiedono una politica industriale. E vogliamo occuparci anche di diritti civili».La Lega e VannacciFontana fa l’esempio della Lombardia, dove «c’è una classe imprenditoriale capace di leggere e capire quello che sta succedendo e agisce rapidamente. Ma l’amministrazione, o Stato, deve essere attento a queste necessità e offrire risposte sollecite per accompagnarle. Il mondo è cambiato: guardiamo, per esempio, cosa ha fatto il generale Roberto Vannacci: un anno e mezzo fa aveva semplicemente pubblicato un libro, un anno fa era vicesegretario della Lega, poi ha cambiato impostazione e ha cambiato il quadro politico e le necessità».L’associazioneAnche Vannacci ha fatto un’associazione. Una possibilità che Fontana non esclude: «Noi stiamo lavorando a un’associazione per aprire uno spazio di confronto per la ricerca di soluzioni utili a tutti». E Pontida: «Chi conosce la Lega e la sua storia sa bene che Pontida appartiene ai militanti, bisognerebbe chiedere a loro cosa vogliono, io spero di trovare entusiasmo e passione, come è nelle radici del popolo della Lega». Sul governo Meloni, aggiunge, «certe mancate scelte finiscono per danneggiare i territori. E allora io ho il dovere di dirlo. È uno dei primi insegnamenti che ho ricevuto da Bossi, e ho avuto occasione di contestare anche un governo di centrodestra di cui lui faceva parte come ministro».L'articolo Lega, Fontana chiede la testa di Salvini: «Non temiamo il rinnovamento» proviene da Open.