All’indomani dell’esplosione sotto casa di Sigfrido Ranucci da sinistra si è avvertita immediatamente la necessità di condire la solidarietà con il delirio, e così fin da subito sono arrivate una valanga di illazioni strumentali e vergognose contro il governo, accuse infamanti di liberticidio, della libertà di stampa compromessa, del clima di terrore intorno al libero giornalismo.Tra i migliori cantastorie senza dubbio Elly Schlein. Era il 18 ottobre quando, ad “attentato” ancora caldo, al congresso del Partito Socialista Europeo ad Amsterdam la segretaria dem, con sconcertante rapidità, si era sperticata in una dura presa di posizione attraverso la quale disegnava la cornice politica in cui collocare la bomba: “La democrazia e la libertà di espressione sono a rischio quando l’estrema destra è al governo”. Non si sapeva ancora nulla, non si conoscevano le dinamiche, i mandanti, gli esecutori, il movente. Ma lei sentiva di dover sputare in un consesso internazionale addosso al suo Paese e al suo Governo. Così, tanto per dire qualcosa e inventarsi che l’avversario politico di un governo di destra è un cattivo oppressore che sopprime le libertà democratiche.Sono passati mesi, e come noto è venuto fuori che il movente delle bombe a Ranucci nulla c’entra con la censura politica, con intimidazioni mafiose: il finto attentato era semplicemente una farsa. Il mandante era il suo stretto amico, Lavitola, che dichiarando di aver agito per ottenere un aumento del livello della scorta al volto di Report (o chissà, per fargli un favore utilizzandolo come martire per preparargli l’ascesa politica che un sondaggio privato riteneva ben accetta dall’opinione pubblica di certa sinistra manettara, un tentativo di conversione del capitale mediatico in capitale politico) ha dimostrato quanto in realtà si tratti di una vicenda nebulosa, che nasconde il marcio, e che puntata dopo puntata vi stiamo raccontando.No, Elly, quella ai danni di Ranucci non è stata una macchinazione della destra per colpire l’integerrimo cane da guardia del potere. È stato il faccendiere Lavitola il grande manovratore che, orchestrando la farsa per la definitiva beatificazione dell’irreprensibile feticcio senza macchia, ha finito per danneggiarlo in modo irrimediabile. Tant’è che in queste settimane Sigfrido Ranucci è alle prese con una grossa sperimentazione pratica del suo personalissimo “metodo Report”, quello che lui applica abitualmente agli avversari politici. Talvolta utilizzando soldi pubblici per “inchieste” che sono romanzi montati ad arte e ricorrendo alle scuse pubbliche quando sente aria di querela del Ministro della Giustizia (che figuraccia sulla grazia a Minetti!), romanzando storie assurde, collegamenti dubbi, intrecci fantasiosi che partono dal nebuloso – per usare un eufemismo – e finiscono al complottismo. Chi di spada ferisce, di spada perisce.Leggi anche: Grazia a Roggero, eh no Mattarella: per Minetti era colpa di Nordio, ora tutto potere tuo?Ranucci, la bomba, era un messaggio: il video invecchiato malissimo di SavianoE ora, appurato che non esiste nessun rischio per le libertà democratiche, Schlein che dice? Nulla, per l’appunto. Sta zitta. Le sue scuse ancora latitano. Ha lanciato il sasso e ha ritratto la mano: davanti ai socialisti di tutta Europa è andata a gettare fango sul nostro Paese (che fino a prova contraria, con i tre passaporti che si ritrova, è anche il suo) senza aspettare gli sviluppi della vicenda, a dare addosso al governo, ad instillare il dubbio che in Italia, per colpa di fantomatiche restrizioni degli spazi di libertà che il centrodestra dà all’informazione, i giornalisti subiscano degli attentati; ora però si nasconde e non ha ancora chiesto scusa agli italiani, alla nazione, al governo e direttamente a Giorgia Meloni.Questo è un fatto di una gravità inaudita. E se i succosi retroscena dietro il finto attentato li scopriremo alla fine dell’indagine, intanto che abbiamo sgombrato il campo dalle accuse assurde che parlavano di pista politica, da italiani siamo in attesa di quelle scuse. Ci spettano. Eppure vi dico che non arriveranno mai: è l’effetto diretto per chi basa la propria linea politica unicamente sullo scontro aprioristico dei buoni contro i cattivi; succede, poi, che vengono meno gli strumenti per esprimere la propria dignità. Toc, toc: Elly, se ci sei, batti un colpo.Francesco Catera, 18 agosto 2026L'articolo Ranucci, il silenzio di Schlein è di una gravità inaudita proviene da Nicolaporro.it.