«Da tempo si era costruito un cappio con una corda e tutte le volte che mia figlia lo lasciava, glielo mostrava manipolandola, dicendo che si sarebbe ucciso». A raccontarlo al Corriere della Sera è Marinella Forner, la madre della 39enne Tania Terrin, uccisa dall’ex compagno 43enne, Dino Keber, che poi si è poi tolto la vita dopo aver commesso l’omicidio. «Era troppo bella. Sapevo che prima o poi le sarebbe successo qualcosa», racconta la donna parlando della sua unica figlia.Gli ultimi contatti con la figliaMarinella aveva visto Tania a Ferragosto e aveva trascorso la giornata con lei. La figlia le aveva raccontato di non aver praticamente dormito a causa dei continui messaggi che Dino, in quel momento a Rimini con alcuni amici, continuava a inviarle. Quella sera la donna aveva detto alla madre che sarebbe andata a una festa con alcuni amici. «Poi ho scoperto che la sera di sabato in realtà non si è mossa di casa», racconta Forner. La mamma non aveva voluto disturbarla, ma solo dopo la morte della figlia ha ricostruito quello che potrebbe essere successo. Secondo il suo racconto, Keber sarebbe tornato da Rimini e avrebbe raggiunto Tania a casa, forse con un pretesto. Tra le 17 e le 18 della domenica, preoccupata, Marinella è andata a casa della figlia. Ha bussato più volte, ha chiesto aiuto ai vicini e ha chiamato i carabinieri. I militari sono riusciti a entrare nell’abitazione passando dalla terrazza della vicina. «La luce era accesa e non era da lei. La finestra era aperta», racconta la madre, «l’ambulanza non arrivava…ho capito tutto subito».Una relazione segnata dalle aggressioniTania e Dino stavano insieme da circa due anni, ma secondo la madre la loro era una relazione «turbolenta». Si erano lasciati e ripresi più volte. Avevano anche provato a convivere, senza però riuscire a far funzionare la relazione. La madre racconta che a un certo punto ci sarebbe stata anche una prima aggressione. «Lui le aveva tirato un pugno che le aveva fatto male a un timpano». Nonostante questo, Tania lo aveva perdonato. «A mia figlia piaceva perché era dolce», spiega la madre. Con il ripetersi delle discussioni, però, Forner aveva iniziato a preoccuparsi sempre di più. «Prima o poi quello tira fuori un coltello», aveva detto alla figlia. Solo dopo la tragedia, racconta, avrebbe scoperto dal verbale dei carabinieri che Keber avrebbe avuto problemi simili anche con altre compagne, «almeno quattro» secondo quanto riferito.Le denunce e l’ammonimentoLa situazione era poi diventata ancora più grave quando, secondo il racconto della madre, Dino avrebbe stretto le mani intorno al collo di Tania fino a farle perdere i sensi. A quel punto la giovane avrebbe deciso di denunciarlo. Secondo Forner, nel tempo lei e il padre di Tania avevano presentato diverse denunce, «sette o otto volte», e nei confronti dell’ex era stato emesso anche un ammonimento del questore. La madre sostiene però che, nonostante le segnalazioni, alla figlia non sarebbe stato fornito un sostegno sufficiente per proteggerla. Come racconta Forner «i Carabinieri chiedono di dire alle donne che denunciano le violenze di fare subito la valigia, lasciare tutto, la casa, il lavoro e che spariscano». Forner racconta infine di aver provato a parlare anche con la madre di Keber, chiedendole di intervenire. Secondo il suo racconto, la donna le avrebbe risposto che sarebbe stata Tania a dover allontanare il figlio, perché lui non sarebbe mai riuscito a farlo.L'articolo Parla la madre di Tania Terrin, uccisa a Ferragosto dall’ex che poi si è suicidato: «La manipolava, la minacciava con un cappio» proviene da Open.