Nel giorno della scadenza della tregua fra Stati Uniti e Iran, senza nessuna proroga in vista, Teheran ha annunciato di avere raggiunto un accordo su Hormuz con l’Oman, con cui sta lavorando per mettere a punto una dichiarazione congiunta. L’intesa riguarda la “mappa delle rotte di transito”, che dovrebbe consentire di tornare a percorrere lo Stretto. Donald Trump, che da tempo lavora per una riapertura totale della via navigabile, ha reagito minacciando Muscat: “Se l’Oman si mette di mezzo, li bombarderemo senza pietà”, ha detto in un’intervista a Fox News. Per poi tornare sul tema parlando nello Studio Ovale: “L’Oman non si è comportato molto bene, ma lo gestiremo molto facilmente”. Intanto l’inviato Usa Jared Kushner, genero di Trump, all’indomani del suo incontro con il leader di Hamas in Egitto ha avuto una riunione a Gerusalemme con Benjamin Netanyahu per discutere di Gaza: secondo indiscrezioni, avrebbe chiesto a Israele di non creare ostacoli al piano di Trump per la Striscia, ma il premier israeliano ha ribadito che per lui il primo passo prima del ritiro dell’Idf deve essere il disarmo di Hamas. La situazione nello Stretto di HormuzL’annuncio di un’intesa Iran-Oman è arrivato proprio allo scadere del periodo di due mesi di tregua fra Usa e Teheran iniziato il 17 giugno, durante il quale le parti avrebbero dovuto negoziare per raggiungere un accordo di pace definitivo. Un rinnovo concordato non è arrivato, ma tanto da Washington quanto da Teheran questo aspetto è stato sminuito. “A causa della grave e diffusa violazione del memorandum da parte degli Stati Uniti poche settimane dopo la sua firma, non sono stati avviati colloqui. Di conseguenza, la questione di un termine di 60 giorni è diventata del tutto irrilevante“, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. Anche Trump, parlando con Fox News, ha definito la scadenza irrilevante. E ha confermato che la sua amministrazione ha instaurato un canale di comunicazione diretto e riservato con il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, notizia che era stata anticipata domenica da Axios. Prima della guerra attraverso lo Stretto di Hormuz transitava circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio destinate al commercio. Teheran l’ha di fatto chiuso dopo che Israele e gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran il 28 febbraio scorso. Gli Usa hanno a loro volta imposto un blocco navale ai porti iraniani, ma spingono da tempo per la riapertura della via navigabile, senza successo. Navi da carico in mare nei pressi dello Stretto di Hormuz, come si vede da una costa rocciosa vicino a Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti. (Foto AP/Fatima Shbair, archivio)Stallo anche su GazaE bloccata sembra al momento anche la situazione per la Striscia di Gaza, dopo che la scorsa settimana Netanyahu ha respinto la roadmap Usa in 15 punti volta a portare avanti l’accordo di cessate il fuoco. Il piano Trump, accettato da Hamas, prevede il disarmo del gruppo palestinese ma anche il ritiro graduale dell’Idf dalla Striscia. Israele, però, sostiene che prima di qualsiasi ritiro israeliano Hamas debba disarmarsi completamente. Le truppe israeliane occupano circa il 60% della Striscia e Netanyahu ha già minacciato in precedenza di avanzare ulteriormente. All’incontro fra Kushner e Netanyahu a Gerusalemme hanno partecipato anche l’ex premier britannico Tony Blair e il direttore del Board of Peace Nickolay Mladenov. È durato oltre 4 ore e, secondo quanto riferito dalla Cnn, Kushner ha invitato Netanyahu a portare avanti il piano di cessate il fuoco per Gaza sostenuto dal presidente Usa, attualmente in fase di stallo, e a “non creare ostacoli”. La risposta del premier, secondo le fonti dell’emittente, è stata che compiere progressi sul piano sarebbe “problematico” a causa delle imminenti elezioni israeliane previste per la fine di ottobre. Dall’altra parte una fonte del Board of Peace citata da Ynet afferma che le parti sono state concordi nel ritenere che l’obiettivo finale è “il completo disarmo di Hamas e della sua leadership, la completa smilitarizzazione di Gaza e solo allora un ritiro totale di Israele“. Da Kushner inoltre, secondo Haaretz, sarebbe arrivato un ok a Netanyahu per continuare a compiere raid mirati nella Striscia di Gaza. Notizia che stride dopo le polemiche suscitate dalle parole del ministro israeliano della Sicurezza nazionale, l’estremista Itamar Ben-Gvir, che in un poadcast ha sostenuto la necessità di uccidere “da 30 a 40” persone a notte a Gaza. Nel tentativo di conquistare l’elettorato di destra e trovandosi in svantaggio nei ripetuti sondaggi, Netanyahu si è mostrato riluttante a fare concessioni su Gaza prima delle elezioni. Questo articolo Iran, Trump minaccia l’Oman per Hormuz. Kushner da Netanyahu per Gaza ma è stallo proviene da LaPresse