Mar, 18 Ago 2026La Procura federale dovrà verificare la regolarità della candidatura del numero uno della FIGC, ma Malagò si dice tranquillo: sullo sfondo anche il precedente che aveva riguardato Gravina.DiRedazioneCondividi l'articoloGiovanni Malagò (Foto: Yves Herman - Pool/Getty Images)Giovanni Malagò si dice tranquillo di fronte all’indagine aperta dalla Procura federale sulla regolarità della sua candidatura alla presidenza della FIGC. Lo riporta Il Corriere della Sera, parlando di un nuovo fronte per il numero uno della Federcalcio, chiamato ora a fare i conti con gli approfondimenti avviati dagli uffici guidati da Giuseppe Chinè sui requisiti previsti dallo Statuto federale al momento della sua elezione.La vicenda nasce da un esposto presentato dall’avvocato Renato Miele, ex calciatore della Lazio, che aveva provato a sua volta a concorrere per la guida della Federazione. La sua candidatura non era però arrivata al voto, dal momento che Miele non aveva ottenuto il sostegno necessario da parte di una delle componenti chiamate a esprimersi nell’assemblea elettiva.Respinto il ricorso sulla propria esclusione, l’attenzione di Miele si è quindi spostata sulla posizione di Malagò e, in particolare, sul suo tesseramento. Una questione sulla quale è successivamente intervenuta anche la Procura generale dello sport del CONI, guidata da Ugo Taucer, che con una comunicazione formale ha invitato la Procura federale della FIGC ad approfondire il caso.Da qui l’apertura dell’indagine, che dovrà stabilire se al momento della presentazione della candidatura Malagò disponesse effettivamente di tutti i requisiti richiesti dallo Statuto. Il punto centrale riguarda proprio la posizione federale del presidente: un’eventuale irregolarità potrebbe infatti configurare una violazione delle norme che disciplinano l’accesso alla carica. Un passaggio che, tuttavia, non conduce automaticamente a mettere in discussione l’elezione di Malagò né gli atti adottati successivamente dalla Federazione. Al centro dell’interpretazione c’è infatti la formulazione della norma, che fa riferimento alla «regolarità del tesseramento» e non semplicemente alla condizione di essere tesserato.Una distinzione non secondaria, perché la regolarità può riguardare aspetti come l’assenza di sospensioni disciplinari o il corretto adempimento degli obblighi previsti dall’ordinamento sportivo. Sarà dunque la Procura federale a ricostruire nel dettaglio la posizione di Malagò al momento della candidatura e a stabilire se vi siano elementi tali da giustificare ulteriori iniziative.Sul tema esiste inoltre un precedente significativo, quello relativo a Gabriele Gravina. Anche nei confronti dell’ex presidente federale era stato presentato un esposto legato alla sua elezione e alla posizione relativa al tesseramento, vicenda che si era poi conclusa con l’archiviazione. A occuparsene, anche allora, erano stati proprio Chinè e Taucer nell’ambito delle rispettive competenze.Il precedente non determina naturalmente l’esito dell’attuale procedimento, che dovrà essere valutato sulla base delle proprie circostanze. Malagò, dal canto suo, continua comunque a manifestare serenità rispetto agli accertamenti in corso, in attesa che la Procura federale completi le verifiche sulla regolarità della sua candidatura.Developed by 3x1010