L’intelligenza artificiale è ormai entrata nella vita di tutti i giorni. La usiamo per cercare informazioni, tradurre testi, creare immagini o avere un aiuto nella scrittura. È quindi naturale che inizi a entrare anche in settori più specifici, compreso quello del cinema e della produzione audiovisiva.Non si tratta necessariamente di immaginare un cinema fatto dalle macchine. L’IA è soprattutto uno strumento che si aggiunge a quelli già utilizzati da chi lavora nel settore. Può aiutare a velocizzare alcune operazioni, trovare nuove idee o semplificare attività che richiedono molto tempo. Il suo utilizzo riguarda diverse fasi della produzione. Può intervenire nella scrittura, nella post-produzione, nel casting, nella traduzione e nel doppiaggio. In ognuno di questi ambiti cambia il tipo di lavoro coinvolto.Il punto, quindi, non è solo capire che cosa l’intelligenza artificiale sia in grado di fare. È capire come cambia il lavoro delle persone che la utilizzano. Un autore può servirsi dell’IA per sviluppare un’idea, ma resta responsabile delle scelte narrative. Un montatore può usarla per velocizzare alcune operazioni, ma il ritmo di un film rimane una scelta creativa.Dalla scrittura alla post-produzioneUna delle applicazioni più immediate riguarda la scrittura. L’IA può aiutare a sviluppare un’idea, proporre una sinossi, suggerire alternative per una scena o confrontare diverse possibilità narrative. Questo non significa che possa sostituire lo sceneggiatore. Una storia non è soltanto una sequenza di eventi. Ci sono personaggi, emozioni ed esperienze che richiedono ancora uno sguardo umano.Lo stesso vale per la post-produzione. L’IA può aiutare a eliminare rumori, migliorare le immagini, individuare scene o velocizzare alcune operazioni di montaggio e di effetti visivi. In questo modo i professionisti possono dedicare più tempo alle decisioni creative.Casting, volti e nuove possibilitàAnche il casting può essere influenzato dall’intelligenza artificiale. I sistemi automatici possono aiutare a organizzare molti provini e a individuare caratteristiche utili nella ricerca di un interprete. Più delicato è l’uso dell’IA per modificare o ricreare il volto e la voce di un attore. Qui entrano in gioco questioni come il consenso e i diritti sull’immagine. Un attore deve sapere come verrà utilizzata la propria immagine e per quanto tempo.Traduzione, doppiaggio e distribuzioneUn altro settore destinato a cambiare è quello della localizzazione. L’IA può tradurre dialoghi, adattare testi e creare versioni provvisorie del doppiaggio. Anche qui il lavoro umano resta importante. Una battuta può contenere un gioco di parole o un riferimento culturale difficile da trasferire automaticamente in un’altra lingua. Serve quindi qualcuno che controlli il risultato e lo renda naturale.L’IA è destinata a diventare una presenza sempre più normale anche nel cinema. Non necessariamente come sostituta delle persone, ma come strumento capace di modificare il loro modo di lavorare. La questione sarà capire quali attività affidare alla tecnologia e quali continuano ad avere bisogno dell’esperienza e delle scelte di chi fa cinema.L'articolo Come l’intelligenza artificiale sta cambiando il cinema: dalla scrittura alla post produzione proviene da AttoriCasting.