Chi sono i Barzani, il clan che governa da sempre il Kurdistan iracheno

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AGI - Da Mustafa a Masoud, fino a Nechirvan e Masrour: nel Kurdistan iracheno il potere ha per decenni avuto il nome di un solo clan: i Barzani. Le cariche sono cambiate, ma il centro decisionale è rimasto il salotto della famiglia Barzani anche perchè nella cultura curda il concetto di ashiret, clan, ha ancora una importanza centrale. Centralità che consente da almeno mezzo secolo alla famiglia traghettata in politica da Mustafa (1903-1979) di tenere le redini del nazionalismo curdo iracheno e del Partito Democratico del Kurdistan (Kdp).Oggi, ben tre esponenti della stessa famiglia occupano posizioni cruciali: Masoud Barzani, figlio di Mustafa guida il Kdp, suo nipote Nechirvan è presidente della Regione e suo figlio Masrour è primo ministro del governo della regione, autonoma ma non indipendente da Baghdad. Non si tratta però semplicemente di una successione dinastica lineare. Il sistema Barzani è il risultato dell'intreccio fra partito, istituzioni regionali, apparati di sicurezza e consenso popolare.Mustafa Barzani: il punto di partenzaIl passaggio di una carica da un Barzani all'altro è stato il risultato più che di un ricambio, di una redistribuzione del potere all'interno di una famiglia in cui bisogna fare contenti tutti. Il punto di partenza è Mustafa Barzani, figura leggendaria del nazionalismo curdo iracheno e fondatore del Kdp. Nei primi decenni del secolo scorso la sua leadership contribui' a trasformare il nome Barzani in un riferimento politico portandolo ben oltre la dimensione tribale provinciale.Dopo la morte di Mustafa, avvenuta nel 1979, il centro della leadership passò progressivamente ai suoi figli Masoud e Idris La rivalità fra i due rami familiari avrebbe potuto spaccare la dinastia in due. Tuttavia Masoud, più giovane di Idris, è emerso come erede politico del padre e interlocutore degli Usa, decisi a colpire Saddam. La morte improvvisa di Idris nel 1987 lasciò Masoud alla guida del Kdp per decenni, consolidando il controllo della famiglia sul partito. Altra svolta arriva nel 2017. Masoud Barzani lasciò la presidenza della Regione del Kurdistan dopo il referendum sull'indipendenza curda e la successiva crisi con Baghdad. La carica presidenziale passò nel 2019 a Nechirvan Barzani, figlio di Idris, nipote di Masoud. Nechirvan era già da anni una delle figure più importanti del Kdp e aveva ricoperto ripetutamente l'incarico di primo ministro della Regione. Lo stesso Nechirvan è stato indicato come il mediatore dietro le quinte nel recente conflitto tra Usa e Iran.Ma il passaggio non significò una perdita di potere da parte di Masoud. Al contrario, la sua influenza rimase fortissima attraverso il Kdp Il vero elemento nuovo fu un altro: il figlio di Masoud, Masrour Barzani, entrò al vertice dell'esecutivo regionale confermando ancora una volta la presa del clan sul potere. Prima di diventare premier aveva costruito una posizione particolarmente forte nel settore della sicurezza: nel 2012 Masoud lo aveva nominato primo cancelliere del Kurdistan Region Security Council, organismo responsabile di importanti funzioni di sicurezza e intelligence.La svolta nel 2019Dal 2019 il triangolo del potere è diventato particolarmente evidente e nel 2022 Masrour è diventato anche la distribuzione delle cariche ha dunque creato una situazione singolare: la presidenza regionale è passata allo stesso ramo familiare che aveva già espresso il precedente premier, mentre il ramo di Masoud ha mantenuto il controllo del governo attraverso il figlio. Il risultato è una struttura nella quale le rivalità istituzionali possono coincidere con rivalità familiari.Se il potere fosse semplicemente ereditato dal padre al figlio la successione sarebbe relativamente prevedibile e lineare. Nel caso Barzani, invece, esistono almeno due linee familiari concorrenti e gli equilibri di potere sono molto più complessi. Da una parte c'è Masrour, figlio di Masoud. Dall'altra Nechirvan, figlio di Idris e quindi nipote di Masoud. Entrambi appartengono alla stessa famiglia e allo stesso partito, ma rappresentano anche reti politiche differenti destinate a scontrarsi con la morte di Masoud. L'età di quest'ultimo avanza e il momento della resa dei conti all'interno del clan si avvicina.