Senza spiegare il perché e senza comunicarlo in alcun modo, OpenAI ha smantellato il suo “preparedness team”, letteralmente la “squadra della prontezza”. Questo gruppo di esperti aveva l’esplicito compito di valutare se un’intelligenza artificiale che stava per fare il suo debutto sul mercato fosse priva di rischi e, nel caso, sviluppare delle soluzioni. La decisione ha fatto scalpore sia nel mondo dell’innovazione sia in quello della finanza perché mancano (secondo le indiscrezioni) meno di sei mesi all’esplosivo debutto in borsa dell’azienda, ed è avvenuta solo a pochi giorni di distanza da quando un’AI sperimentale è “evasa” dal suo ambiente di contenimento e ha hackerato un’altra compagnia per ottenere la soluzione a un problema.Perché il team responsabile della sicurezza delle AI è stato smantellatoVisto il desiderio di OpenAI di fare molto bene in borsa, l’azienda si sta riorganizzando per poter massimizzare gli abbonati e scalzare dal trono di regina dell’AI del mondo business la sua rivale Anthropic, che attualmente domina il settore enterprise. Per farlo, punta all’attuazione di un processo produttivo più cadenzato, prevedibile e affidabile: in questo scenario, è improbabile che ci sia posto per un un team che, anche a poche settimane dall’uscita, potrebbe respingere un modello di AI avanzato su cui l’azienda punta per fare contenti clienti e investitori. Cercando di consolare critici e scettici, OpenAI ha detto che il team non è stato licenziato, ma che i suoi membri sono stati assegnati ad altri incarichi in cui metteranno a frutto le loro esperienze. Il nuovo incarico del capo della squadraIl direttore della squadra della prontezza, Dylan Scandinaro, “rubato” con un’offerta molto allettante da Anthropic a febbraio, si concentrerà ora sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale “ricorsiva auto-migliorante”, ovvero quel processo per cui le AI si migliorano in autonomia diventando più efficaci e imparando senza l’intervento diretto degli sviluppatori. Il tumulto organizzativo non ha colpito solo la squadra in questione, tutti i team che si occupano dell’allineamento dei modelli più potenti di OpenAI (cioè di orientare i sistemi di AI verso gli obiettivi e i principi etici di chi li programma) sono nel bel mezzo di una complessa riorganizzazione. Tutto questo, proprio mentre si è scoperto che questi modelli sono riusciti a uscire dai loro ambienti protetti e a violare sistemi di terze parti.Tante dimissioni eccellenti a OpenAIQuesto è un periodo di intensa riorganizzazione per OpenAI, che punta a diventare un’azienda profittevole entro il 2030. Per farlo deve essere più orientata ai guadagni, soprattutto in vista del debutto trilionario in borsa previsto per la fine del 2026 o l’inizio del 2027. Vista la trasformazione dell’azienda, sono stati in molti a dare le dimissioni perché OpenAI sembra sempre più concentrata sul profitto e sempre meno sulla sicurezza dei suoi prodotti. Denise Dresser, responsabile delle entrate di OpenAI, ha lasciato l’azienda dopo meno di un anno dall’inizio del suo incarico. Nella stessa settimana, Brad Lightcap, dirigente di lunga data di OpenAI ed ex COO, ha annunciato le dimissioni insieme alla responsabile dell’etica Chloé Bakalar, al responsabile della sicurezza Johannes Heidecke e al responsabile della strategia a lungo termine dell’azienda Josh Achiam. Il fenomeno non è limitato a quest’ultimo periodo: Fidji Simo, numero due del laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale, ha lasciato l’azienda il mese scorso dopo un periodo di congedo, mentre Sandhini Agarwal, che in precedenza guidava un altro team che si occupava di sicurezza delle AI presso l’azienda, ha lasciato l’incarico a luglio.L'articolo OpenAI ha smantellato il suo team di sicurezza in vista del debutto in borsa: ecco cosa è successo proviene da Open.