Colombia. Bogotá chiede a Washington la sospensione dei dazi dopo il terremoto

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di Giuseppe Gagliano – Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha chiesto agli Stati Uniti una sospensione temporanea dei dazi sulle esportazioni del Paese dopo il terremoto di magnitudo 7,4 che il 10 agosto ha provocato 289 morti, 3.937 feriti e 143 dispersi, causando ingenti danni alle infrastrutture e all’economia nazionale.De la Espriella, insediatosi appena tre giorni prima del sisma, ha rivolto la richiesta al presidente Donald Trump con l’obiettivo di garantire alle imprese colombiane l’accesso al principale mercato di esportazione durante la fase di ricostruzione. Secondo le autorità, oltre 95mila abitazioni sono state danneggiate e circa 14mila distrutte, mentre risultano compromessi ospedali, scuole, strade, acquedotti e cinque aeroporti.Un’eventuale sospensione dei dazi potrebbe sostenere settori come petrolio, caffè, fiori, prodotti agricoli e manifatturieri, ma non sarebbe sufficiente a compensare le conseguenze economiche del terremoto. I danni alle infrastrutture di trasporto e agli impianti produttivi limitano infatti la capacità stessa delle imprese di produrre ed esportare.La richiesta assume anche una rilevanza politica nei rapporti tra Bogotá e Washington. L’amministrazione Trump utilizza le politiche commerciali anche come strumento di politica estera e un’eventuale concessione potrebbe accompagnarsi alla richiesta di una maggiore collaborazione colombiana nella lotta al narcotraffico, nel controllo delle frontiere, nella gestione dei rimpatri e nel contenimento dell’influenza cinese nella regione.Il sostegno espresso da Trump a de la Espriella durante la campagna elettorale potrebbe favorire un riavvicinamento tra i due Paesi. Per Washington, il nuovo governo colombiano rappresenta infatti un interlocutore potenzialmente più disponibile a rafforzare la cooperazione politica, economica e militare con gli Stati Uniti.Il terremoto ha inoltre conseguenze sulla sicurezza interna. I danni ad aeroporti, strade e reti di comunicazione possono ridurre temporaneamente la capacità delle forze armate e della polizia di controllare alcune aree del Paese, con il rischio che organizzazioni criminali, gruppi armati e reti del narcotraffico approfittino dell’emergenza.Gli Stati Uniti potrebbero intervenire fornendo trasporto aereo, mezzi del genio, intelligence e assistenza alle forze colombiane. Un sostegno che contribuirebbe alla gestione dell’emergenza, ma rafforzerebbe contemporaneamente la dipendenza operativa di Bogotá da Washington.La richiesta di sospendere i dazi diventa così il primo importante banco di prova nei rapporti tra il nuovo governo colombiano e l’amministrazione Trump. Per de la Espriella l’intesa con Washington potrebbe accelerare la ricostruzione, mentre per gli Stati Uniti l’emergenza rappresenta un’occasione per consolidare la propria influenza su uno dei principali alleati strategici dell’America meridionale.