di Enrico Oliari – Un Eurofighter dell’Aeronautica militare italiana ha abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lettonia. L’intervento è avvenuto il 14 agosto nella parte orientale del Paese, nell’area di Rugāji, nel comune di Balvi, non lontano dal confine con la Russia.L’incursione ha fatto scattare il dispositivo di reazione della Nato nei Paesi baltici. Sono stati mobilitati gli Eurofighter italiani impegnati nella sorveglianza dello spazio aereo della regione e gli F-16 turchi dislocati in Estonia. Il velivolo senza pilota è stato quindi intercettato da uno dei caccia italiani e abbattuto.Le autorità lettoni hanno disposto le ricerche dei resti del drone nella zona indicata come luogo della caduta, con l’obiettivo di identificarne modello, provenienza e possibile missione. Al momento non è stata comunicata ufficialmente la sua origine.Tra le ipotesi prese in considerazione vi è quella di un drone ucraino che potrebbe avere modificato accidentalmente la propria rotta durante operazioni contro obiettivi russi. Un eventuale malfunzionamento dei sistemi di navigazione o l’attività di guerra elettronica presente nell’area potrebbero avere contribuito allo sconfinamento. Si tratta tuttavia di ricostruzioni ancora da verificare e non di conclusioni ufficiali.L’incidente si inserisce in una situazione di crescente pressione sui cieli del Baltico, dove la guerra tra Russia e Ucraina ha moltiplicato l’impiego di droni, le attività di sorveglianza militare e gli episodi nei quali velivoli senza pilota finiscono al di fuori delle rotte previste.Per la Nato l’intercettazione rappresenta anche una prova concreta del sistema di difesa predisposto sul fianco orientale. I Paesi baltici non dispongono infatti di una propria componente da caccia sufficiente a garantire autonomamente la sorveglianza dello spazio aereo e si affidano alla presenza a rotazione degli aerei degli altri membri dell’Alleanza.L’episodio assume particolare rilievo per l’Italia, impegnata direttamente nella protezione dei cieli baltici. L’abbattimento mostra come la missione non sia limitata all’identificazione e all’accompagnamento di velivoli sospetti, ma possa richiedere un intervento immediato quando viene valutato un potenziale rischio per il territorio di un Paese alleato.