Mi sa che Ranucci deve rimuovere questo post

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Noi non vogliamo essere pedanti. Però nei giorni scorsi con Max del Papa abbiamo segnalato (e ora ne parlano in tanti) la puntata di Report in cui la crème de la crème del giornalismo investigativo italiano (o almeno così dicono di loro) s’era buttata a capofitto su una lettera anonima secondo la quale l’attentato contro Sigfrido Ranucci sarebbe stato ordito da un deputato legato alla mafia che utilizzava manovalanza camorristica. Vi risparmiamo i dettagli, che comunque potete trovare qui. Ma la sintesi è: mettendo insieme qualche “coincidenza” di date e un paio di strani movimenti in auto, mescolando il tutto in un gran calderone di “sarebbe”, “pare” e “misterioso”, Report prese quella lettera sostanzialmente per buona. Divulgandola al grande pubblico.Ovviamente oggi – stante la confessione di Valter Lavitola – sappiamo per filo e per segno che si trattava nientepopodimenoche di una bufala. Una polpetta avvelenata. Un depistaggio in piena regola, in cui i segugi della tv di Stato sono caduti con i piedi e pure con le mani. Capita, eh. Può capitare a tutti, anche a quelli che si autodefiniscono i migliori e che a volte pare si scrivano anche da soli le recensioni dei propri bellissimi libri. Però, compreso l’errore, sarebbe forse il caso di fare pubblica ammenda. Almeno di scusarsi con i propri ascoltatori per aver fornito loro un piatto avariato.Al momento, silenzio totale. Sigfrido potrebbe magari iniziare col cancellare il post in cui rilanciava gli articoli di giornale che rilanciavano l’inchiesta (fallata) di Report. Nessuno ha fatto verifiche ulteriori, ovviamente. Si sono limitati a riportare il lavoro di quei mammasantissima di Rai3, ma rileggere oggi quei titoli fa sbellicare dalle risate.Titolava Il Domani: “Bomba a Ranucci? Dietro c’è un politico vicino alla camorra“. Rilanciava Il Fatto: “Gli attentatori di Ranucci legati al clan dei casalesi“. Il tutto condito dal post di Sigfrido, il quale annunciava una puntata ricchissima in cui Report avrebbe parlato anche “del cantiere Navale Vittoria, che costruisce navi militari per Libia, Tunisia, Cipro, Malta e Oman intorno al quale si intrecciano interessi di faccendieri, imprenditori, politici e aziende in odore di Camorra”. A parte che essere “in odore” di qualcosa non vuol dire nulla. A parte che l’intera inchiesta sul Cantiere Navale, che magari sarà stata anche rigorosissima (benché noiosa da paura), è ormai inficiata dal merdone pestato sulla lettera anonima. Ma davvero il conduttore, sapendo di essere amico molto stretto del “faccendiere” per eccellenza, Valter Lavitola, rinfacciava agli altri l’intreccio di interessi con “faccendieri”?Giuseppe De Lorenzo, 14 agosto 2026L'articolo Mi sa che Ranucci deve rimuovere questo post proviene da Nicolaporro.it.