Il Consiglio costituzionale francese ha bocciato il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni, ritenendo che costituisca una “limitazione sproporzionata” alla libertà di espressione. Chiamato a pronunciarsi esclusivamente sull’articolo 1 della legge in questione, i membri della Corte costituzionale non si sono invece espressi sul divieto di utilizzare il cellulare nelle scuole superiori, che è previsto dallo stesso testo. Lo scorso 21 luglio il Parlamento francese aveva approvato definitivamente con 279 voti contro 81 la proposta di legge che vieta l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, una promessa di Emmanuel Macron e misura di punta della fine del suo mandato. Era previsto che la misura entrasse in vigore già a partire dal mese di settembre. Ai tempi Macron aveva accolto con favore quello che aveva definito “un grande passo avanti” su cui la Francia “apre la strada”. Nello specifico – spiega FranceInfo – il Consiglio costituzionale ritiene che il divieto di accesso ai social network, come TikTok o Instagram, sia suscettibile “di applicarsi a servizi di comunicazione online i cui rischi per la salute e la sicurezza dei minori non sono stati accertati”. Inoltre, non tenendo conto “dell’età, della situazione familiare né del grado di maturità” del minore, secondo i cosiddetti ‘saggi’ il divieto non è applicabile. La legge non prevede nemmeno le condizioni in cui i genitori possano, “nell’interesse del minore, decidere di revocare il divieto, di limitarne la portata o di autorizzare l’accesso a determinati servizi”, precisa la Corte costituzionale francese, parlando di “violazione sproporzionata della libertà di espressione e di comunicazione”.Questo articolo Francia, bocciato il divieto social per i minori di 15 anni: la decisione della Corte Costituzionale proviene da LaPresse