Non solo Farage, la novità a Londra è il gradimento verso Badenoch

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Non c’è solo la vittoria secca di Nigel Farage alle elezioni suppletive di Clacton nella settimana di ferragosto sul Tamigi, ma la consapevolezza che per il Regno Unito si sta aprendo una fase altamente complessa (forse più complessa del voto sulla Brexit), non fosse altro perché tutti gli attori in causa, al governo e all’opposizione, stanno manovrando in simultanea, con effetti a catena in una e nell’altra direzione. Se il populista di Reform si conferma con una valanga di voti (e anche con scandali e indagini al seguito), è dalle parti dei due grandi partiti che si attende una reazione politica. Il neo premier Burnham deve “restituire” a sindacati e sinistra la fiducia che lo ha portato rapidamente a Downing Street sotto forma di misure per il welfare e meno tasse ai cittadini; di contro il leader conservatore Badenoch inizia a raccogliere i frutti di un lavoro lungo e sotterraneo.Le spine dietro la vittoriaFarage è stato rieletto con quasi il 63% dei voti, pari a 22.239, in aumento rispetto ai 21.225 ottenuti alle elezioni generali del 2024, mentre il suo avversario Binface, vestito da bidone della spazzatura intergalattico, ha raccolto solo 9.455 voti (26,7%). Nel 2024 Farage è stato eletto alla Camera dei Comuni per il collegio di Clacton grazie al 46,2% delle preferenze, dietro di lui i Conservatori e i Laburisti. I due partiti a queste suppletive hanno rifiutato di candidarsi, dopo che Farage aveva cercato di presentarle come un referendum sulla sua personale lotta contro “l’establishment”. Ci sono però una serie di questioni da affrontare, sia di carattere giudiziario che investigative. L’organismo di controllo parlamentare sugli standard etici sta indagando su una donazione non dichiarata fatta due anni fa al leader di Reform dal miliardario thailandese del settore delle criptovalute Christopher Harborne. Farage si è difeso sostenendo di non aver dovuto dichiarare il denaro perché si trattava di un regalo personale. Ma la querelle non è chiusa.Il giallo sul riconteggioDalle elezioni suppletive di Clacton, però, arriva anche un giallo, con due versioni: da un lato Farage si rifiuta di partecipare al riconteggio affermando che la polizia lo avrebbe avvertito di una campagna organizzata per “manipolare il risultato”. Esisteva una minaccia credibile, è la tesi del vincitore, per questa ragione il leader si rifiuta di salire sul palco e di essere “umiliato”. Ma dall’altro, alcune fonti di polizia hanno affermato che a nessun candidato era stato consigliato di non partecipare e che le conversazioni con i candidati erano riservate. Prima dello spoglio, in un comizio, aveva detto ai suoi sostenitori che la polizia dell’Essex lo aveva informato di una “campagna organizzata per ostacolare e screditare il risultato”.Dai microfoni della Bbc Lee Anderson, deputato del partito Reform, ha affermato che Farage aveva deciso di non partecipare perché “ci sarebbe stata una sorta di campagna interna organizzata con gli altri candidati durante lo spoglio dei voti” e che “alcune di queste forze di polizia con cui abbiamo avuto a che fare di recente sono oneste quanto voi della Bbc“. Per poi decretare: “Se Nigel sale sul palco e dice di essere stato sconsigliato di partecipare all’evento, allora credo a Nigel più che alla polizia”.ScenariIn primis i numeri: dicono che il consenso verso Farage, al netto degli scandali e delle indagini, non è diminuito, tutt’altro, ci sono nuovi voti a suo favore, anche se va valutato il peso specifico pari a zero del suo sfidante, il candidato parodistico Binface, vestito da bidone dell’immondizia. Da notare che in collegi come questo, il voto “anti-Farage” diventa un vero problema, sia per i temi trattati (come la controversia finanziaria definita una montatura dell’establishment), sia per il momento complessivo in cui versa il Regno Unito, con sette premier in dieci anni: più o meno la stessa media della prima repubblica in Italia.Il dato politico rispetto a dodici mesi fa è che sotto Starmer la sinistra era molto divisa, ragion per cui quel voto a Farage poteva anche essere, in minima parte, di protesta. Ma oggi con l’arrivo di Burnham, in teoria sindacati e sinistre dovrebbero remare dalla stessa parte, quindi potrebbe essere più difficile per Farage fare breccia tra gli elettori britannici che attendono le prime iniziative del neo premier su welfare e tasse (con tutti i rischi connessi, compreso il debito elevatissimo).Se il Partito Laburista guarda alle prossime elezioni generali, anche per riconquistare gli elettori indecisi che si sono sentiti traditi da Starmer, dalle parti dei Tory il cantiere è aperto. La leader Kemi Badenoch è in costante (anche se lenta) crescita e un nuovo sondaggio rivela che gli elettori sono interessati alla leader del partito conservatore. I segnali incoraggianti non mancano: secondo le rilevazioni di YouGov, il 38% dei britannici ritiene che stia facendo un buon lavoro come guida dei Tory, rispetto al solo 14% fatto registrare lo scorso ottobre. E il 27% degli intervistati vede il leader conservatore come potenziale primo ministro, rispetto all’8% registrato nello stesso periodo.