Anche una nave della Sud Corea partirà verso l’Europa. Tutti i vantaggi della rotta artica

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AGI - Una nave sudcoreana partirà sabato per l’Europa attraverso l’Artico per sperimentare una rotta commerciale alternativa a quelle che attraversano il Medio Oriente, sempre più esposte alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e alle minacce degli Houthi nel Mar Rosso. Lo ha annunciato il ministero sudcoreano degli Oceani."Il viaggio di prova sudcoreano dovrebbe partire la sera del 22 agosto, anche se l’orario potrebbe cambiare in funzione delle condizioni meteorologiche, in particolare dei tifoni", ha dichiarato all’Afp un portavoce del ministero degli Oceani e della Pesca.Obiettivo della missioneL’obiettivo è verificare se la riduzione stagionale dei ghiacci renda la rotta artica commercialmente praticabile e possa offrire un’alternativa ai tradizionali collegamenti attraverso il Canale di Suez e le altre aree strategiche del Medio Oriente. "La rotta artica è destinata a diventare un’alternativa alle rotte mediorientali", aveva recentemente affermato il viceministro degli Oceani Nam Jae-hon.   La nave e il percorsoLa compagnia PanStar Line Dot Com, con sede a Busan, effettuerà la missione con la portacontainer "Panstar Acro", dalla capacità di 2.758 Teu. La nave partirà da Busan e farà scalo a Felixstowe, in Gran Bretagna, Rotterdam, nei Paesi Bassi, e Danzica, in Polonia, prima del rientro. L’intero viaggio dovrebbe durare circa 45 giorni. La nave seguirà la stessa rotta della cinese "Dubai Tower", partita il 15 agosto da Ningbo verso l’Europa attraverso lo Stretto di Bering e quindi lungo la costa artica della Russia.I vantaggi della rottaSecondo il Korea Institute for International Economic Policy, collegare Asia ed Europa attraverso l’Artico anziché attraverso Suez permette di accorciare il percorso di circa 7 mila chilometri e risparmiare una decina di giorni. Il traffico commerciale sulla rotta è già in crescita: nel 2025 vi sono transitate 23 portacontainer, rispetto alle 15 dell’anno precedente.Le preoccupazioni ambientaliL’espansione suscita però preoccupazioni tra le organizzazioni ambientaliste per il possibile impatto sulla già fragile regione artica e sullo scioglimento dei ghiacci.