L’ultima tentazione di Avs: Francesca Albanese in campo alle primarie

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Le primarie del campo largo ancora non esistono, ma la corsa alle candidature improbabili è già cominciata. E naturalmente Alleanza Verdi e Sinistra non intende sottrarsi allo spettacolo. Anzi, vuole ritagliarsi il suo momento di gloria proponendo Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi, come possibile sfidante di Elly Schlein e Giuseppe Conte.Intendiamoci: Avs ha tutto il diritto di presentare chi vuole. Il problema è politico. La formazione di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli non sembra avere alcuna possibilità concreta di conquistare la leadership del centrosinistra e, dentro il cosiddetto campo largo, è destinata verosimilmente a svolgere un ruolo marginale. Eppure continua a comportarsi come se avesse in mano le chiavi della coalizione.La linea ufficiale, peraltro, è contraria alle primarie. Bonelli e Fratoianni sostengono che i gazebo rischierebbero di aumentare le divisioni e chiedono di definire prima programma e perimetro dell’alleanza. Un ragionamento persino comprensibile. Ma subito dopo arriva la minaccia politica: se Pd e Movimento 5 Stelle insisteranno, Avs schiererà un proprio candidato. Il nome interno sarebbe quello di Fratoianni. La carta esterna, decisamente più rumorosa, è Albanese.“Se proprio vogliono farle, lanciamo Albanese e vediamo come si mette”, è il ragionamento attribuito da Open a chi conosce le valutazioni in corso. E proprio qui casca l’asino. Perché l’obiettivo non sembra essere quello di individuare una figura capace di governare il Paese, costruire una maggioranza o allargare il consenso. L’idea sarebbe piuttosto quella di disturbare la sfida tra Schlein e Conte, contendere ai grillini l’elettorato più sensibile alla causa palestinese e misurare il peso di Avs. Le primarie trasformate nell’ennesimo censimento identitario della sinistra.Albanese, per il momento, non ha confermato alcuna disponibilità ma le voci su una sua candidatura si rincorrono da mesi. Il suo nome avrebbe il vantaggio di evitare una scelta interna tra Fratoianni e Bonelli, leader di due partiti che continuano a presentarsi insieme pur restando formalmente distinti. Un candidato esterno risolverebbe dunque gli equilibri di bottega e, contemporaneamente, renderebbe più ingombrante la presenza di Avs nella coalizione.È una strategia già vista: non potendo conquistare il centro della scena con i numeri, lo si occupa attraverso candidature destinate a provocare, polarizzare e far parlare. Prima Aboubakar Soumahoro, eletto nelle liste dell’alleanza e poi uscito dal gruppo parlamentare. Quindi Ilaria Salis, trasformata in simbolo politico e portata al Parlamento europeo. Ora potrebbe arrivare Francesca Albanese. Leggi anche:“Quali sono le fonti?”, “Ehmmmm”. La figuraccia di Albanese su GazaAvs precisa che nessuna decisione è stata presa e rimanda il confronto alla festa di “Terra!” del 6 settembre, alla quale è attesa anche Albanese. Ma il semplice fatto che questa ipotesi venga considerata tra quelle con maggiori possibilità racconta già parecchio. Nel campo largo si discute di nomi prima ancora di sapere se esista davvero un campo, se sia largo e soprattutto se abbia qualcosa da proporre agli italiani.La domanda, allora, è molto semplice: il buonsenso dov’è? Perché un candidato premier dovrebbe servire a provare a vincere le elezioni e governare. Non a sistemare i rapporti tra Bonelli e Fratoianni, rubare qualche voto a Conte o regalare alla sinistra radicale un’altra bandiera da sventolare.Massimo Balsamo, 20 agosto 2026L'articolo L’ultima tentazione di Avs: Francesca Albanese in campo alle primarie proviene da Nicolaporro.it.