Aveva solo quattro anni e non era vaccinata la bimba morta all’Ospedale dei Bambini di Palermo per difterite, una malattia ormai quasi del tutto eradicata grazie alla vaccinazione. “L’ultimo caso di paziente morto per difterite in Italia risale 1991”, ricorda a LaPresse l’epidemiologo del Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi. Che cos’è la difterite Malattia infettiva acuta, la difterite “è provocata da un batterio che, una volta entrato nell’organismo, rilascia una tossina che può danneggiare diversi organi, su tutti cuore, polmoni e sistema nervoso, provocando insufficienze respiratorie e gravi complicanze a livello cardiaco e neurologico”, spiega l’esperto. La trasmissione avviene per contatto diretto con una persona infetta, attraverso le secrezioni respiratorie; più raramente per il contatto con oggetti contaminati. Il vaccino Il vaccino antidifterico, obbligatorio, viene somministrato durante il primo anno di vita, solitamente in combinazione con quello contro tetano e pertosse, il cosiddetto trivalente. Oggi invece si tende a vaccinare i nuovi nati con l’esavalente, che include anche la protezione contro poliomielite, epatite virale B e infezioni invasive da Haemophilus influenzae di tipo B. Il timore infondato dei genitori no vaxI genitori della piccola morta a Palermo, però, erano no vax: hanno raccontato di non aver vaccinato la figlia perché un parente era autistico e temevano che la colpa fosse proprio della vaccinazione. Una teoria che continua a fare proseliti ma che “è priva di qualunque fondamento scientifico: non c’è un solo studio al mondo che ha provato questa associazione”, rimarca Ciccozzi. “Con l’autismo probabilmente ci nasci, è una condizione genetica, non può in alcun modo essere indotta in seguito dal vaccino”. Cambiare la comunicazione sui vacciniMa per l’epidemiologo del Campus Bio-Medico la comunicazione scientifica può essere migliorata, evitando posizioni troppo drastiche che, per eterogenesi dei fini, finiscono soltanto per serrare le fila dei no vax. “La comunicazione sui vaccini deve essere equilibrata: non ha senso, ad esempio, dire che bisogna vaccinare l’intera popolazione contro la Dengue per qualche piccolo focolaio”, riflette Ciccozzi. “I vaccini – conclude – non sono per tutti: devono essere somministrati alle persone giuste nel momento opportuno”. Questo articolo Difterite, cos’è e perché non bisogna rinunciare al vaccino proviene da LaPresse