Un’altra croce sul calendario del lavoro lombardo. Tra le colline di San Colombano al Lambro un uomo di 33 anni ha perso la vita nella vigna che coltivava, schiacciato dal mezzo agricolo che stava conducendo durante le operazioni di vendemmia. Secondo quanto emerso, da circa un anno aveva scelto di dedicarsi all’agricoltura. Un decesso che va a incrementare un bollettino privo di attenuanti: in Lombardia le denunce di infortunio mortale nei primi sei mesi dell’anno sono 75, una ogni 2,4 giorni.La vendemmia finita in tragedia in località MalpensataL’incidente si è verificato intorno alle 10.15 in località Malpensata, sul territorio di un comune che appartiene alla Città metropolitana di Milano pur essendo incastonato tra le campagne lodigiane. Dalle prime ricostruzioni il mezzo impiegato per la raccolta dell’uva si è ribaltato all’improvviso, travolgendo il viticoltore che si trovava al posto di guida.La macchina dei soccorsi si è mossa in pochi minuti. Sul posto i vigili del fuoco del comando di Lodi e del distaccamento volontario di Sant’Angelo Lodigiano, con due autopompe e un’autogrù per sollevare il trattore, affiancati da elisoccorso, automedica e ambulanza. Le lesioni erano però incompatibili con la sopravvivenza e ai sanitari non è rimasto che constatare il decesso. Ai carabinieri del comando provinciale di Lodi spettano i rilievi e gli accertamenti sulle cause del ribaltamento.Lombardia maglia nera per infortuni sul lavoroIl caso di San Colombano si somma a un bilancio semestrale che la Uil sintetizza come “un quadro di estrema gravità per la tutela dei lavoratori sul territorio regionale”. Tra gennaio e giugno 2026 le denunce di infortunio in Lombardia sono state 60.532, il 6,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un ritmo di crescita superiore alla media nazionale. Milano ne concentra circa 20mila, quasi un terzo del totale regionale. Nessun territorio resta fuori dalla tendenza: davanti a tutti si collocano Pavia, con un più 12,4%, Monza e Brianza al più 10,1% e quindi Bergamo.Boom di malattie professionali e disturbi psichiciCresce in parallelo il fronte delle malattie professionali, salite dell’11,8% fino a sfiorare i 2.900 casi. Il traino arriva dalle patologie muscolo-scheletriche, mentre appare fuori scala la progressione delle denunce collegate a disturbi psichici e comportamentali, aumentate del 73,7% rispetto al primo semestre 2025.Il rischio, del resto, non si distribuisce in modo uniforme. Tra i lavoratori nati fuori dall’Unione europea gli infortuni salgono del 10,6%, mentre gli incidenti denunciati nel mondo della scuola e della formazione raggiungono circa 12.600 casi: un volume che colloca la Lombardia al primo posto in Italia, con il 24% del totale nazionale.La denuncia della Uil: “La sicurezza non può essere governata per emergenze”Il segretario generale della Uil Lombardia Antonio Albrizio chiede di affrontare la tutela nei luoghi di lavoro “a 360 gradi”, affiancando alla “recrudescenza inaccettabile di infortuni” il “crescendo di aggressioni, fisiche e verbali, ai danni di lavoratori impegnati nel frontline”. Ancora più netto il segretario confederale Vittorio Sarti, per il quale i numeri del semestre dimostrano che in Lombardia “la sicurezza non può essere governata per emergenze”: gli infortuni salgono in ogni provincia, le malattie professionali crescono a doppia cifra e le 75 denunce mortali restano “una ferita inaccettabile“.L'articolo Un morto sul lavoro ogni 2,4 giorni in Lombardia: l’ultimo è un imprenditore vinicolo di 33 anni, schiacciato dal suo trattore proviene da Nicolaporro.it.