A chi il cappotto termico? A noi! E le “scuse” del Pd fanno scompisciare

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Il partito comunista è nostro nemico, però è deficiente. Nemico perché appoggia tutte le nefandezze del mondo creato, non se ne fa sfuggire una, dall’islam di rapina e di conquista alla schizofrenia erotica, dal maranzato balordo al teppismo attivista, dalle invasioni barbariche alle torture sui minori in forma di cambio di sesso, dai vaccini letali agli aborti a nascere. Deficiente perché non ha gli strumenti intellettuali, culturali, mentali per cogliere la realtà elementare.Se poi si debba alla naturale alienazione comunista o all’overdose di woke, questo fentanyl ideologico che riduce a zombie da social, sposta poco: a Pisa, altra enclave comunista, cancellano in un cafarnao di strepiti delle scritte su una scuola elementare: “Si fascia”, e certi segnali direzionali puntualmente scambiati per svastiche o rune. Erano indicazioni degli operai per dotare la struttura di un cappotto termico, incidentalmente una delle vaccate ambientaliste imposte dal partito comunista. “Si fascia” avevano scritto i lavoratori: i comunisti subito ci vedono un inno al duce, “sì fascio”: non sanno neanche leggere? No, la menano da duecento anni con la cultura ma sono anal/fabeti, si sono formati sul manuale delle sardine, su Saviano e Zerocalcare. E tutti, di tutti gli enti territoriali, regionali, comunali, a rotolarsi in terra per la marea nera. Perfino se si debbono scusare fanno pena e fanno ridere: “Ah, con tutti gli episodi neofascisti che ci sono come potevamo sapere”. Ma sentiteli: “Possiamo anche sorridere dell’equivoco, ma non liquidare con battute il clima nel quale è maturato. Riconoscere un errore non significa abbassare la guardia: Pisa ha bisogno di attenzione e di una condanna netta di ogni intimidazione fascista”. Infatti noi non sorridiamo: ci scompisciamo. Ma per non piangere, perché questa è gente che non dovrebbe andare in giro da sola.Per quello che vale, meno di zero, il consiglio è sempre quello: il partito comunista va considerato per quello che è: nemico, ma deficiente. Va disprezzato, ma col sarcasmo più feroce, in tutto e ogni volta che è necessario, vale a dire almeno due volte al giorno. Va ricondotto senza alibi e senza oblio alla sua miseria multilivello e probabilmente genetica, perché ad essere così bisogna nascerci proprio. Due operai scrivono “si fascia” e quel gran genio di un comunista, con le mani sporche di porchetta, scatena l’allarme fascismo e ci vuol pure aver ragione. Sì, tra le tare del partito comunista c’è anche la totale mancanza di decenza, di lealtà, quel non saper mai assumersi una responsabilità, mai chiedere scusa, se fanno una cazzata è sempre colpa degli altri, del contesto, del Mossad, della Meloni di turno.Ridicoli oltre il ridicolo ma senza il senso del ridicolo. Purtroppo il partito comunista, sconfitto in politica, continua la sua egemonia socialdeficiente, ha saputo trasformare l’informazione in comunicazione vale a dire in pubblicità, in propaganda: se muore suicida un truffatore bugiardato, impancato in quanto funzionale alla fandonia del colonialismo, la colpa è del potere bianco, se continuano le morti improvvise post vaccinali è effetto del riscaldamento globale determinato dal solo homo capitalisticus bianco occidentale, se il woke fa flanella, ce ne vuole di più. Anche per rinsavire il partito comunista chiede permesso a se stesso, alle sue propagandiste milionarie: dopo 30 anni che campa sulla truffa woke, la suffragetta newoyorkese Alexandra Ocasio-Cortez ordina: il woke è follia, si torni all’economia. Quale? L’economia woke aggiornata per fare nuovi disastri? Il processo dissociativo è costante e pretende di far ingoiare quanto segue: il conduttore fazioso di un grumo di potere palesemente orientato, un programma utile ad insufflare sospetti e a rovinare reputazioni di nemici politici, si lascia fare un attentato bombarolo dal suo migliore amico che lo vuole proteggere in vista di una sua trasformazione a presidente del consiglio, operazione della quale il conduttore sarebbe totalmente all’oscuro ma che quando la scopre si precipita a difendere il suo potenziale distruttore; non bastando, questo conduttore si vanta in un romanzo egoriferito delle sue conquiste sessuali finite in modo tragico nell’ammirazione delle femministe del partito comunista; non pago ancora, annuncia querele contro un giornale di destra che ha reso pubblici i costi, non lievi, della redazione del suo programma, che rientra nel servizio pubblico, rientra nello Stato. Loro? Specializzati in inchieste simili a pentoloni stregoneschi per lo più destinate a sfarinarsi? Ma la missione non è l’attendibilità, la missione è distruggere il bersaglio.La schizofrenia del partito comunista è ignobile ma resiliente. Se un marocchino jiadhista fa una strage subito il partito indice pubbliche adunate in sua difesa, se un altro marocchino fuori controllo muore durante un controllo di polizia il partito scatena la santa canaglia contro le forze dell’ordine, ma se muore una vittima del jihadista nessuno fiata e il partito nega la commemorazione temendo il dilagare del malcontento. Il partito comunista difende immancabilmente tagliateste e tagliagole, la sua componente femminista tutela gli stupratori etnici e i conduttori dal machismo vanaglorioso. E poi trovano il fascismo nelle indicazioni delle maestranze che procedono al duro lavoro. Possibilissimo, perché il partito comunista, a partire dalla componente sindacale, ha mollato da 50 anni la lotta di classe e il proletariato evocativo se mai gliene è importato qualcosa. Uno che appena conosce gli operai avrebbe capito subito trattarsi di direttive tecniche, ma quando mai nel politburo comunista si è trovato uno abituato al travaglio dei giorni, uno che abbia fatto qualcosa di diverso dal parlare della fatica degli altri?Max Del Papa, 17 agosto 2026L'articolo A chi il cappotto termico? A noi! E le “scuse” del Pd fanno scompisciare proviene da Nicolaporro.it.