Google Discover si personalizza con il linguaggio naturale: ecco tutte le novità

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Google sta rendendo più facile controllare quali contenuti vediamo nella ricerca, nel feed Discover e nelle notizie. Anche se non si tratta di grandi rivoluzioni, sono stati introdotti aggiustamenti concreti che potrebbero cambiare il modo in cui usiamo questi strumenti ogni giorno, soprattutto per chi è stanco di vedere contenuti che non ha scelto. Il primo cambiamento riguarda le fonti preferite: i publisher possono ora incorporare un pulsante "Preferred Source" nelle loro pagine. Cliccandolo, il sito viene aggiunto alle nostre preferenze su Google e da quel momento in poi comparirà più spesso nella sezione Top Stories, negli AI Overviews e in AI Mode. Secondo l'azienda di Mountain View, finora sono già stati selezionati oltre 600.000 siti unici. Per chi vuole che i propri contenuti preferiti emergano anche nelle risposte AI, è una funzione che ha sicuramente senso. Il secondo aggiornamento tocca il feed Discover: nei prossimi giorni, toccando il menu a tre punti su qualsiasi contenuto del feed sarà possibile scrivere in linguaggio naturale cosa si vuole vedere di più (o di meno). Niente categorie predefinite, niente slider: si digita direttamente, come si farebbe in una chat. Google promette che il feed si aggiornerà in tempo reale e ricorderà le preferenze nel tempo. È un approccio più flessibile rispetto ai classici filtri, anche se la qualità del risultato dipenderà molto da quanto il sistema sarà in grado di capire davvero le nostre richieste.Il terzo aggiornamento riguarda i briefing audio nell'app Google News su Android: ora è possibile scegliere gli argomenti specifici da includere, con attribuzione chiara delle fonti e link agli articoli completi. Chi partecipa al programma pilota per editori vedrà anche approfondimenti più dettagliati sulle notizie principali. Dare agli utenti più controllo su cosa vedono è una direzione giusta, ma la vera domanda è quanto questi strumenti funzioneranno nella pratica. Personalizzare un feed con il linguaggio naturale è un'idea ambiziosa, e il rischio di creare bolle informative ancora più strette è più concreto di quanto si possa credere. Magari in questo caso Google ha trovato il giusto equilibrio, ma bisognerà verificarlo nel corso del tempo.L'articolo Google Discover si personalizza con il linguaggio naturale: ecco tutte le novità sembra essere il primo su Smartworld.