Ranucci e i magistrati, l’amore è già finito?

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L’ultima è tragicomica: Ranucci annuncia querela nei confronti di Clementina Forleo, magistrato presso la Corte d’Appello di Roma, dopo un suo post Facebook in cui si domandava perché il conduttore fosse così legato a Report, se ci fosse per caso di mezzo qualche ricatto e se in un Paese normale non si sarebbe aperta un’indagine per eventuale estorsione a seguito della frase a lui attribuita e riportata sulla stampa “Se mi tolgono la conduzione, ci divertiamo”, accompagnata dal riferimento al fatto di avere nel telefono le chat di “tutti”. Nessuno parla di mani nella marmellata, nessuno lo accusa: semplicemente in tanti si pongono delle domande. Proprio quello che ha fatto la Forleo, affidando una riflessione a voce alta al suo profilo social.Ieri Ranucci sembrava voler ritirare la querela, dopo le spiegazioni della toga, azione legale poi però confermata dal suo avvocato. Quindi domanda: Sigfrido, ma non stavi dalla parte dei magistrati? Ce lo avevi dimostrato lo 25 ottobre scorso, quando ti presentasti a sorpresa all’assemblea generale dell’Associazione Nazionale Magistrati e fosti accolto da una lunga standing ovation, applausi a scena aperta al giornalista che qualche giorno prima era stato oggetto del famoso attentato. Sigfrido santo subito!  E noi ci spaventammo davanti a quella pericolosa saldatura tra toghe e i media giacobini impegnati nella stessa squadra pronta alla battaglia referendaria. Ma tant’è. Poi le cose sono andate diversamente, nessuna pista politica, nessuna intimidazione: gli sviluppi di quel finto attentato hanno mostrato i contorni nebulosi di una vicenda che sta appassionando tutto il Paese, puntata dopo puntata.Ma il contrasto delle immagini è potente: agli eventi del pre-referendum, l’ANM osservava Ranucci e – saldando il patto referendario – lo beatificava e gli rendeva grazia; in queste ore, invece, si deve rifugiare nel silenzio e fare i conti con quella alleanza ideologica di comodo di quei giorni ormai andati.E dunque, Sigfrido? ‘Sti benedetti magistrati sono intoccabili solo se ti fanno la beatificazione? Se oggi qualcuno tra loro si pone degli interrogativi su una vicenda clamorosa e dai tratti preoccupanti che ti riguarda da vicino, non va bene? Le domande sono sempre tutte legittime, tranne se le fanno a te? Tu che ci hai insegnato il metodo Report, ora quereli tutti coloro i quali si permettano addirittura di avere dubbi su questa vicenda grigia?Non eri, fino a qualche mese fa, alfiere del contrasto alle querele temerarie verso i giornalisti, considerando queste un subdolo strumento per arginare la libera informazione? Non vale anche per un cittadino che riflette? Ranucci, il principio della libertà di critica vale anche quando il criticato sei tu. Se un magistrato nella veste di privato cittadino pone una domanda radicale su alcune dichiarazioni controverse – per usare un eufemismo – la risposta non può essere la “querela”. No?Francesco Catera, 20 agosto 206Leggi anche: Il delirio di Ranucci: ;Un mandante sopra Lavitola? C’;è una regia, un piano globaleSuggerimento a Ranucci: pubblica tu i veri costi di Report L'articolo Ranucci e i magistrati, l’amore è già finito? proviene da Nicolaporro.it.