Ferrari 849 Testarossa Spider: 1.050 Cv per piegare lo spazio-tempo

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Da ferma, la Ferrari 849 Testarossa Spider sembra costruita per farsi guardare. Basta imboccare la strada che sale verso il vulcano di Tenerife per capire che il panorama è soltanto un alibi. Sotto le forme retrofuturistiche ispirate ai prototipi 512 S e 512 M degli anni Settanta vive una macchina capace di alterare tempo, spazio e, per qualche secondo, anche il buon senso. La differenza rispetto alla coupé è sopra la testa: il tetto rigido scompare in 14 secondi, anche a 45 km/h. L’operazione costa circa 90 kg, portando il peso a 1.660 kg, ma non sporca la linea né addomestica il carattere. Dietro l’abitacolo lavora un V8 biturbo di 4 litri da 830 Cv, affiancato da tre motori elettrici. Il risultato è 1.050 Cv, cinquanta più della SF90 Spider, gestiti dalla trazione integrale e dal cambio a doppia frizione a otto rapporti: 0-100 km/h km/h in 2,3 secondi, 0-200 km/h in 6,5 e oltre 330 km/h. I numeri, però, spiegano soltanto la violenza. Non raccontano il modo. L’elettrico cancella il ritardo dei turbo, il V8 riempie i medi e continua ad allungare con una progressione da aspirato. Dopo un’accelerazione, il problema è ricordarsi in quale anno ci si trova. Gli alberi smettono di essere alberi, diventando strisce di colore. Dopo tre marce il 1985 sembra così vicino e Marty McFly una persona ragionevole. Poi arrivano le curve. I due motori anteriori gestiscono il torque vectoring, l’avantreno punta la corda con pochissimi gradi di volante e il retrotreno segue senza reazioni brusche. Il sistema Ferrari Five coordina trazione, stabilità e frenata con tale rapidità da sembrare predittivo. La sorpresa è che, lontano dal limite, la Ferrari 849 Testarossa Spider sa anche essere comoda. L’assetto copia buche e dossi, il tetto aperto non rovina il comfort e si può viaggiare per circa 25 km in elettrico. Ma basta disattivare il controllo di trazione girando il manettino e scegliere il driving mode Qualify per ricordare cosa si sta guidando. Non una Spider da passerella, ma una macchina da corsa che ha imparato a perdonare qualche errore. Costa 500.000 euro, che non è il prezzo di arrivo ma di partenza...