Dopo la Germania e la Svizzera, ora ci si mette anche l’Austria. Dopo il nuovo patto sui migranti siglato dall’Europa ed entrato in vigore lo scorso 12 giugno, Vienna ha spiegato di aver rimandato in Italia quattro immigrati che avevano fatto il loro primo ingresso in Ue dal Belpaese per poi muoversi verso il territorio austriaco.I trasferimenti sarebbero avvenuti in autonomia. In sostanza l’Austria avrebbe pagato, come previsto dal patto, i biglietti per i mezzi pubblici per far tornare i migranti in Italia. Non è chiaro, al momento, di che tipo di migranti si parli. Ovvero se si tratti di stranieri entrati in Italia dopo il 12 giugno oppure dei famosi “dublinanti”, quelli che Berlino vorrebbe rimandarci indietro a man bassa.Differenze sostanziale. Secondo l’Italia (che nel 2022 aveva sospeso le procedure di riammissione), infatti, il patto sulle migrazioni (che riconosce dei ristori economici per i Paesi di primo ingresso che devono farsi carico delle domande di asilo dei migranti) si applica solo ai “nuovi” immigrati. Non ai dublinanti già entrati in Europa prima del 12 giugno su cui ci sarebbe stata una sorta di moratoria: quel che è stato è stato e ve li tenete. Secondo la Germania il discorso invece riguarderebbe invece tutti. Va detto che al momento né la Svizzera né l’Austria hanno detto, a differenza della Germania, di voler allargare i respingimenti anche ai migranti entrati prima del 12 giugno. Ma non lo hanno neppure escluso. L'articolo Migranti rispediti in Italia, inizia anche l’Austria: “Sono già 4 i rimpatri” proviene da Nicolaporro.it.